Cory Asbury: come l’amore Intrepido di Dio mi ha aiutato a Combattere la Pornografia

Sono entrato in contatto con la pornografia in tenera età,
probabilmente intorno ai 12 anni circa.

Come ho detto, la pornografia è stata una delle parti brutte
della mia vita per molti anni, anche nei miei 20 anni dopo essere diventato un
ministro a tempo pieno. Poiché non potevo sopportare il pensiero che qualcuno
potesse sapere che io, un ministro di culto nella casa di Dio, avesse a che
fare con una cosa così oscura, non riuscivo a confessarlo a nessuno, ciò mi ha
tenuto in un ciclo perpetuo di colpa e vergogna. Ero in un vero dilemma come
dice Romani 7: le cose che non volevo fare, le facevo; ma le cose che volevo
fare non le facevo (vv. 14–20). Mi sono trovato completamente bloccato.

Mi sono sposato quando avevo 21 anni. Anna e io eravamo profondamente felici insieme e pensavo che la mia felicità avrebbe risolto il mio problema. Sfortunatamente, ho scoperto rapidamente che non è così che funziona. Sposarsi non risolve magicamente tutti i problemi della tua vita, specialmente quelli radicati in anni di peccato abituale. La vergogna che provavo dalla mia lotta con la pornografia prima del matrimonio non era nulla in confronto a ciò che ho vissuto dopo. Oltre a ferire il cuore di Dio con il mio peccato, ora piangevo perché stavo spezzando il cuore di mia moglie, un doppio mal di cuore. Questo era troppo da sopportare.

TIME-OUT

Per affrontare il dolore (e non lo consiglio), mi mettevo in
quello che ora chiamo “time-out spirituale”. In questo time-out
spirituale volevo continuamente essere investigato e fustigato. Tuttavia, la
mia fustigazione non era con le fruste; era con pensieri di odio e di condanna
per me stesso. “Come hai potuto farlo? Ancora?! Sei l’uomo più ripugnante del
pianeta. Dio è disgustato da te”. E la parte peggiore era che i pensieri si intensificavano
attorno alle sfere della mia chiamata e carriera ministeriale. “Non
scriverai mai una canzone unta. La tua adorazione farà schifo perché la tua
vita è piena di peccato nascosto. Non sei altro che un falso.”

Questi time-out duravano giorni, a volte settimane. Nella
mia mente pensavo che una volta che avessi pagato abbastanza penitenza e mi fossi
astenuto dal peccato abbastanza a lungo, la mia unzione sarebbe tornata e mi
sarei sentito di nuovo “bene”. Anche se ero sempre sinceramente
pentito, il ciclo di nascondermi da Dio e punirmi continuava ancora come un
orologio. Col senno di poi, questo sistema di credenze non era solo ridicolo,
ma era anche infondato biblicamente. Tuttavia, ha governato la mia vita per
anni.

Poi ho fatto mio l’esempio di Davide. Mi mettevo nei suoi
panni. Ho preso conforto nei suoi pasticci pubblici, pensando che se poteva ancora
essere chiamato un adoratore e un uomo dal cuore di Dio, sicuramente potevo
esserlo anche io. Mentre ai giorni di Davide la pornografia non dilagava come è
nella nostra, il problema alla radice, la lussuria, lo fece inciampare nel
peccato sessuale una o due volte, in particolare con Bat-Sceba.

2Samuele 11:2-4: Una sera Davide, alzatosi dal suo letto, si mise a passeggiare sulla terrazza del palazzo reale; dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno. La donna era bellissima. Davide mandò a chiedere chi fosse la donna. Gli dissero: «È Bat-Sceba, figlia di Eliam, moglie di Uria, l’Ittita». Davide mandò a prenderla; lei venne da lui ed egli si unì a lei, che si era purificata dalla sua impurità; poi lei tornò a casa sua.

UN VERO SACRIFICIO

Invece di un sacrificio animale, che era consuetudine a quei
tempi, Davide fece un ulteriore passo avanti e offrì un sacrificio del cuore.
Ma ho notato qualcosa di strano in Davide. Dopo che Davide si rese conto del
suo peccato, non si costrinse a sopportare mesi di auto-flagellazione. Non ha
tentato di ricucire il suo rapporto con Dio attraverso il sacrificio di sé e la
penitenza religiosa. No, si gettò totalmente sulla misericordia di Dio, sapendo
che Dio non voleva sacrifici e offerte, ma un cuore spezzato e contrito. Davide
sapeva che il mondo interiore dell’anima era fondamentale per Dio. Dopotutto,
Davide sapeva cosa significasse essere ignorato da suo padre e dai suoi
fratelli per il suo aspetto interiore, e sapeva cosa significasse essere stato
scelto da Dio stesso per il proprio cuore.

In quello che avrebbe dovuto essere il punto più basso della
sua vita, Davide scrisse le parole del Salmo 51.

Dal Salmo 51:
Abbi pietà di me, o Dio, per la tua bontà;
nella tua grande misericordia cancella i miei misfatti.
2 Lavami da tutte le mie iniquità
e purificami dal mio peccato;

7 Purificami
con issopo, e sarò puro;
lavami, e sarò più bianco della neve.
8 Fammi di nuovo udire
canti di gioia e letizia,
ed esulteranno quelle ossa che hai spezzate.
9 Distogli lo sguardo dai
miei peccati,
e cancella tutte le mie colpe.
10 O Dio, crea in me un
cuore puro
e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo.

12 Rendimi
la gioia della tua salvezza
e uno spirito volenteroso mi sostenga.

16 Tu infatti non desideri sacrifici,
altrimenti li offrirei,
né gradisci olocausto.
17 Sacrificio gradito a Dio è uno spirito afflitto;
tu, Dio, non disprezzi un cuore abbattuto e umiliato.

Il Salmo 51 è uno dei salmi più famosi della Bibbia, scritto dopo una delle trasgressioni più gravi. Nota l’audacia delle parole di Davide, quasi comandando a Dio di guarirlo dalla sua iniquità. Tale era la fiducia nel cuore di Davide riguardo allo zelo di Dio di abbellire i Suoi figli e figlie, non importa quanto fossero immersi nella sporcizia. Il suo sacrificio di lode era prezioso agli occhi del Padre e molto più significativo del sangue di tori e capre.

IL FALLIMENTO NON TI DEFINISCE

Davide non ha lasciato che il suo fallimento lo definisse,
piuttosto ha permesso a suo padre di farlo. E come sappiamo, le parole
conferite a Davide erano invidiabili: un uomo con un cuore come quello di Dio.
Davide recise la testa del gigante della vergogna in un colpo decisivo correndo
coraggiosamente sul trono della grazia, anche se sapeva di meritare il patibolo
della morte. Sfidò la logica religiosa per creare un modo nuovo e migliore, non
più un sacrificio portato con disordine e sangue, ma un sacrificio del cuore
offerto nella purezza.

So che è contro intuitivo. Sembra non avere senso che il modo per sbarazzarsi di colpa, vergogna e peccato sia quello di correre verso Colui che hai offeso: Dio. La naturale risposta umana è quella di nascondersi, come hanno fatto Adamo ed Eva. Ma la libertà viene invece dal correre verso Dio.

Il mio miglior suggerimento per te è: non aspettare fino a quando non sarai così disperato perché probabilmente significa che sarà già successo qualcosa di molto grave. Piuttosto proprio ora, proprio dove sei, inizia a parlarne con Dio. Apri la tua Bibbia e prega il Salmo 51 a Dio come se l’avessi scritto tu. Prega di cuore e osserva come Dio ti incontra proprio lì dove sei.

FONTE: RELEVANT MAGAZINE

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