Il Dio d’Abraamo il Dio d’Isacco e il Dio di Giacobbe

Ascolta l’audio del messaggio della Parola di questa sera! Di seguito i versetti toccati. Dio ci benedica!

Esodo 3:14-15

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono». Poi disse: «Dirai così ai figli d’Israele: “l’IO SONO mi ha mandato da voi”». Dio disse ancora a Mosè: «Dirai così ai figli d’Israele: “Il SIGNORE, il Dio dei vostri padri, il Dio d’Abraamo, il Dio d’Isacco e il Dio di Giacobbe mi ha mandato da voi”. Tale è il mio nome in eterno; così sarò invocato di generazione in generazione.

Giacomo 1:2

Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate,

Deuteronomio 8:2

Ricòrdati di tutto il cammino che il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha fatto fare in questi quarant’anni nel deserto per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandamenti.

Luca 8:13

Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro.

Ristabilisci l’altare della tua vita

Premessa: Proverbi 24:3-4

La casa si costruisce con la saggezza e si rende stabile con la prudenza; mediante la scienza, se ne riempiono le stanze di ogni specie di beni preziosi e gradevoli.

Dobbiamo imparare che studiando la Parola e avendo un certo percorso nella fede, avremo la nostra casa stabile. Questa sera vogliamo parlare del libro di Esdra.
Esdra si può dividere in due parti: dal primo capitolo al sesto parla della ricostruzione materiale del tempio: re Ciro col suo editto, dopo 70 anni, permise al popolo di farlo perché precedentemente distrutto per mano dei babilonesi. Dal settimo capitolo compare il nome di Esdra: c’era bisogno di qualcuno che guidasse il popolo nella rettitudine e lui fu chiamato per questo.
Neemia era un coppiere: dopo aver pregato, disse al re che il tempio era in rovina. Allora gli diede tutto ciò di cui aveva bisogno per ricostruirlo. Ester era stata allevata da Mardocheo; colpì il cuore del re! Tutt’e 3 furono usati da Dio per dei compiti ben precisi.
Focalizziamo la nostra attenzione sul Esdra 3:1 a 7

Giunto il settimo mese, dopo che i figli d’Israele si furono stabiliti nelle loro città, il popolo si adunò come un sol uomo a Gerusalemme.
Allora Iesua, figlio di Iosadac, con i suoi fratelli sacerdoti, e Zorobabele, figlio di Sealtiel, con i suoi fratelli, si misero a costruire l’altare del Dio d’Israele, per offrirvi sopra olocausti, come è scritto nella legge di Mosè, uomo di Dio. Ristabilirono l’altare sulle sue basi, sebbene temessero i popoli delle terre vicine, e offrirono sopra di esso olocausti al SIGNORE: gli olocausti del mattino e della sera. Celebrarono la festa delle Capanne, secondo quanto è scritto, e offrirono olocausti giorno per giorno, nel numero prescritto per ciascun giorno. Poi offrirono l’olocausto continuo, gli olocausti dei noviluni e di tutte le solennità sacre del SIGNORE, e quelli di chi faceva qualche offerta volontaria al SIGNORE. Dal primo giorno del settimo mese cominciarono a offrire olocausti al SIGNORE; ma le fondamenta del tempio del SIGNORE non erano ancora state poste. Diedero del denaro agli scalpellini e ai falegnami, dei viveri, delle bevande e dell’olio ai Sidoni e ai Tiri perché portassero per mare sino a Iafo del legno di cedro del Libano, secondo la concessione che Ciro, re di Persia, aveva loro fatta.

Qui vediamo che il popolo che usciva da 70 anni di schiavitù si avviò a ricostruire e si elevò, perché fu toccato. Il Signore parlò attraverso Ciro. Solo quelli che furono toccati (non tutti) tornarono verso Gerusalemme, dove tutto era rovinato: doveva essere un’immagine straziante. Mura distrutte, le porte, le torri. Il tempio era un cumulo di cenere. Quello che però vogliamo notare è che, per prima cosa, costruirono l’Altare per offrire olocausti! Era importante per loro adorare Dio! L’Altare era il punto d’incontro tra il Cielo e la terra. Crearono una connessione col Creatore! Nella Bibbia vediamo alcuni esempi dell’importanza dell’altare….Abramo (Genesi 12:7),Isacco (Genesi 26:23),Giacobbe (Genesi 35:1),Mosè (Esodo 17:14),Giosuè (Giosuè 8:26),Gedeone (Giudici 6:22),Davide (2 Samuele 24:18),ecc . In che stato è il tuo tempio? E il tuo altare? Com’è la tua connessione? E’ importante avere un “altare” che ci ricorda le risposte e le vittorie del Signore nella nostra vita, affinchè i problemi quotidiani non offuschino l’opera di Dio.

La Parola per noi oggi è #Ristabiliamo l’ALTARE della nostra vita, al massimo!

 

Il sigillo dello Spirito Santo

Efesini 1:1 a 14

1 Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso e ai fedeli in Cristo Gesù. 2 Grazia a voi e pace da Dio, nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo.
3 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. 4 In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, 5 avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio. 7 In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, 8 che egli ha riversata abbondantemente su di noi dandoci ogni sorta di sapienza e d’intelligenza, 9 facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé, 10 per realizzarlo quando i tempi fossero compiuti. Esso consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che sono nel cielo, quanto quelle che sono sulla terra. 11 In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà, 12 per essere a lode della sua gloria; noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo. 13 In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, 14 il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria.

Il Signore ci ha adottati(v5). Nel momento in cui ammettiamo di essere dei miseri peccatori e riconosciamo che il Signore ha avuto pietà di noi, è lì che avviene la nuova nascita! In #Romani 8 è scritto «Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio.»
Inizialmente siamo delle creature di Dio: nasciamo dai grembi delle nostre madri. Ma dopo bisogna nascere di nuovo in Spirito, per far parte della Sua eredità e vedere il Suo Regno. Esso è arrivato in te, nella tua vita. Chi non ha lo Spirito di Dio, non appartiene a Dio. Quanto più siamo vicino al Signore, più questo mondo ci turba! Siamo passati dalla strada larga che porta alla perdizione, alla stretta: angusto è il sentiero. Ma il Signore ti porta per mano! Sta scritto nel libro di Giovanni che Gesù Cristo è la VIA.
Dobbiamo esortarci gli uni gli altri, consigliarci gli uni gli altri. Ma non sarà questo a portarci avanti: è meglio abituarci a stare principalmente ai piedi di Dio! Abbiamo bisogno di andare alla #fonte ! «Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?» #‭‭Romani‬8
Se c’è qualcosa che riesce a separarci dall’amore di Dio allora non stiamo spendendo abbastanza tempo davanti la Sua Presenza!
«In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria.»
‭‭#Efesini‬1
Non sottovalutiamo il battesimo dello Spirito Santo: è un #sigillo ! Il Signore vuole che noi facciamo ciò che è oltre la nostra portata! Vuole usarci per qualcosa di #soprannaturale !

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La bonta’ del Signore ricopre tutta la terra

Salmo 31:19

Quant’è grande la bontà che tu riservi a quelli che ti temono, e di cui dai prova in presenza dei figli degli uomini,verso quelli che confidano in te!

Salmo 33:5

Egli ama la giustizia e l’equità; la terra è piena della benevolenza del SIGNORE.

Se tutta la terra è coperta e piena della benevolenza di Dio, significa che il bene di Dio può risolvere ogni situazione ed ogni problema, perché il nostro Dio è un Dio buono.
Questa è la storia di come la benevolenza riempie e copre la terra:
“Un giorno un pastore con la famiglia stavano in macchina e stavano andando in un’altra città per una visita familiare. Sul tragitto c’era una curva molto pericolosa e in quel posto c’erano dei ladri. Rubavano, uccidevano. Quel giorno pioveva, una pioggia pesante. Quando sono arrivati alla curva, hanno visto un giovane con una bandiera che gli intimava di fermarsi! E la moglie disse al pastore di non avvicinarsi a quel punto. Egli lo fece: si avvicinò al giovane e quest’ultimo gli disse nuovamente di non proseguire, perché c’era un ponte rotto e nessuna macchina poteva passare. Non poteva essere attraversato.
Se non si sarebbero fermati e avrebbero continuato a viaggiare sarebbero caduti in acqua e sarebbero annegati.
Quanti si fermerebbero come quel ragazzo, che rischiò la vita stessa (per mano di quei ladri) per salvare altre persone?
Quanti di noi direbbero alle persone, magari rischiando la vita stessa, di dare il proprio cuore al Signore? Perché se così non facessero, andrebbero incontro ad un pericolo!

Apocalisse 7:14 a 17

Io gli risposi: «Signor mio, tu lo sai». Ed egli mi disse: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione. Essi hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello.Perciò sono davanti al trono di Dio e lo servono giorno e notte, nel suo tempio; e colui che siede sul trono stenderà la sua tenda su di loro. Non avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna arsura; perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pascerà e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita; e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi».

Apocalisse 22:14

Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all’albero della vita e per entrare per le porte della città!

Quando sei salvato, quando ti ravvedi dal peccato, sei stato redento da questo mondo malvagio e il Signore ti introduce nel Suo popolo. Beati sono coloro che si sono separati dalle cose di questo mondo; beati coloro che hanno accettato il sacrificio di Cristo, che li ha riscattato; beati coloro che si rendono conto delle cose in questo mondo e riconoscono le cose spirituali; beati coloro che ascoltano e mettono in pratica la Parola di Dio, perché un giorno saranno nel regno di Dio.
È una scelta, Dio non forza nessuno. Lui vuole che accettiamo senza forzature. Però ci da comunque una proposta: ha messo davanti a noi la vita e la morte. Se scegliamo la vita, la prima responsabilità che abbiamo è di amare Dio con tutto il cuore, l’anima, la forza. Senza riserve! Fallo con tutto il tuo amore! Una cosa che il mondo cerca è L’amore di Dio: è un amore che ACCETTA.
Abbiamo lavato le nostre vesti, per identificarci con Dio! E dobbiamo mantenerle lavate! Potrai vederti puro, quando ti guarderai attraverso la Parola di Dio.

Beati quelli che comprendono che Gesù Cristo li ha lavati dai peccati! Perché non c’è condanna per loro! Non abbiamo più tempo da sprecare, ama Dio e la tua vita cambierà!

Ricorda: Non dimenticare la bontà del Signore perché essa ricopre tutta la terra!

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Prega per quel Bartimeo che conosci

Marco 10:46 a 52

Poi giunsero a Gerico. E come Gesú usciva da Gerico con i suoi discepoli e con una gran folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Udito che chi passava era Gesú il Nazareno, si mise a gridare e a dire: «Gesú, figlio di Davide, abbi pietà di me!» E molti lo sgridavano perché tacesse, ma quello gridava piú forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!» Gesú, fermatosi, disse: «Chiamatelo!» E chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio, àlzati! Egli ti chiama». Allora il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesú. E Gesú, rivolgendosi a lui, gli disse: «Che cosa vuoi che ti faccia?» Il cieco gli rispose: «Rabbuní, che io ricuperi la vista». Gesú gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». In quell’istante egli ricuperò la vista e seguiva Gesú per la via.

Tutti noi conosciamo questa storia..Ma vogliamo arrivare al punto specifico. Tutti noi abbiamo bisogno della salvezza. Parla di una città la città di Gerico. Gerico è una città che ha una storia, uno dei significati della parola è dubbio. Per questo il popolo di Dio incontra Gerico come primo paese perché doveva essere abbattuto il dubbio Ha un altro significato, la città della luna dove c’era pratica di magia e stregoneria. La scrittura dice che all’uscita da Gerico, c’era qualcuno Bartimeo figlio di Timeo. Perché? Timeo significa onore. Bartimeo era stato chiamato per essere un uomo di valore. Ma le circostanze della vita l’hanno trattenuto dal suo cammino.Pietro conosceva Timeo e Bartimeo.
Quando entrarono a Gerico sapeva di Bartimeo che stava li mendicando. Pietro aveva visto i miracoli di Gesù. E conosceva la situazioni di Bartimeo. Bartimeo non è nato cieco ma ha perso la vista e chiedeva a Gesù di fargli recuperare la vista. Il punto è questo Tu hai visto miracoli hai visto la potenza di Dio nella tua vita. Però tu conosci un Bartimeo. Qualcuno che ha bisogno. Non dobbiamo avere la stessa reazione di Pietro che conosceva la situazione di Bartiemo ma passò oltre. Stiamo attenti con le nostri attitudini e i nostri commenti perché noi dobbiamo lasciare il profumo di Cristo. Qual’e stato lo spirito di Pietro?! Egoismo Conosceva Bartimeo, era entrato nella città, era uscito dalla città e se non c’erano le urla di Bartimeo forse sarebbe stato ancora lì.
Prega! Prega per quel Bartimeo che conosci!

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Riconciliati con Dio

Seconda lettera ai Corinzi 5:17 a 21

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione.Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio. Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.”

Seconda lettera ai Corinzi 6:1 a 2

Come collaboratori di Dio, vi esortiamo a non ricevere la grazia di Dio invano; poiché egli dice: « Ti ho esaudito nel tempo favorevole, e ti ho soccorso nel giorno della salvezza ». Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza!”

Noi che siamo una nuova creatura, ci ha affidati un ministero, quella della riconciliazione… La riconciliazione con Dio attraverso Cristo Gesú.

Tutto questo per dare testimonianza della salvezza, In quanto essere umani, fallaci e privi di grazia, Dio ci ha riconciliati a Lui per raggiungere altre anime nel mondo. Il mondo sta aspettando la manifestazione dei figliuoli di Dio! La Preghiera muove la mano di Dio. La diversità è l’amore di Dio!
Oggi è il giorno della salvezza! Aspetta a noi armarci della parola di Dio e andare per tutto il mondo e annunciare il messaggio della salvezza. La morte e la resurrezione di Cristo Gesú per noi, per l’intera umanità per riconciliare tutti a Cristo, per sconfiggere il male!
Non facciamo poca stima del sacrifico di Cristo, l’ha fatto per noi. Per non farci soffrire per l’eternità. L’inferno non è stato creato per l’umanità ma per satana e gli angeli ribelli.

Galley

Innalzati da Dio

Leggiamo Matteo 11:1 a 11

1 Quando ebbe finito di dare le sue istruzioni ai suoi dodici discepoli, Gesù se ne andò di là per insegnare e predicare nelle loro città.
2 Giovanni, avendo nella prigione udito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: 3 «Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?» 4 Gesù rispose loro: «Andate a riferire a Giovanni quello che udite e vedete: 5 i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono purificati e i sordi odono; i morti risuscitano e il vangelo è annunciato ai poveri. 6 Beato colui che non si sarà scandalizzato di me!» 7 Mentre essi se ne andavano, Gesù cominciò a parlare di Giovanni alla folla: «Che cosa andaste a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? 8 Ma che cosa andaste a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Quelli che portano delle vesti morbide stanno nei palazzi dei re. 9 Ma perché andaste? Per vedere un profeta? Sì, vi dico, e più che profeta. 10 Egli è colui del quale è scritto: “Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero per preparare la tua via davanti a te”.11 In verità io vi dico, che fra i nati di donna non è sorto nessuno maggiore di Giovanni il battista; eppure il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

Nei momenti di difficoltà la fede degli uomini e delle donne di Dio, viene messa alla prova! Giovanni battista finì in prigione perché alzò la voce contro il peccato: ciò che deve fare anche la chiesa del Signore. Lui predicava per lo scopo per cui era stato scelto e mandato: preparare la strada per il Figlio di Dio. Mandò a chiedere se Gesù fosse il Messia o se dovessero aspettare qualcun altro. Cristo dice che la Sua Gloria e la Sua potenza si manifesta nelle nostre debolezze! Quando riferirono la domanda al Signore, Egli rispose di riferire a Giovanni che i ciechi tornavano a vedere, gli zoppi tornavano a camminano, i sordi ad udire e il Vangelo venne annunziato ai poveri di Spirito. Giovanni ricevette pace nel cuore: aveva adempiuto al suo compito! Disse il Signore che tra i nati di donna non è mai nato nessuno più grande di Giovanni battista ma il minimo nel Regno dei Cieli, è più grande di lui! Gesù è venuto a presentare se stesso come modello da seguire per compiacere al Padre!
Vogliamo essere minimi per essere poi, innalzati da Dio!

 

Questa mattina, special guests a Life Church Caserta : il Pastore Augusto Loffredo della Chiesa Evangelica di Trentola con dei fedeli e la sorella Anita Mazzarella, vincitrice del talent show di musica cristiana J Factor 8, che ha presentato il suo album Credo, per contribuire ad evangelizzare i cuori!

 

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Come vuoi servire Gesu’?

Leggiamo Luca 10:1 a 9

1 Dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dov’egli stesso stava per andare. 2 E diceva loro: «La mèsse è grande, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il Signore della mèsse perché spinga degli operai nella sua mèsse. 3 Andate; ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. 4 Non portate né borsa, né sacca, né calzari, e non salutate nessuno per via. 5 In qualunque casa entriate, dite prima: “Pace a questa casa!” 6 Se vi è lì un figlio di pace, la vostra pace riposerà su di lui; se no, ritornerà a voi. 7 Rimanete in quella stessa casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno del suo salario. Non passate di casa in casa. 8 In qualunque città entriate, se vi ricevono, mangiate ciò che vi sarà messo davanti, 9 guarite i malati che ci saranno e dite loro: “Il regno di Dio si è avvicinato a voi”.

In questi pochi versi possiamo comprendere come il Signore ancora una volta ha preparato….Gesu’ manda in missione delle persone che Lui aveva scelto per predicare il Suo Vangelo, per portare una parola di grazia nei luoghi in cui (come dice il verso) dove prima che Lui giungesse già i discepoli avevano annunciato la Parola della Vita. Così facendo quando si presentava CRISTO GESU’ si sapeva già CHI ERA, COSA ERA e in chi poteva operare. Il Signore poteva operare in ogni cuore che si dava a Lui, in ogni cuore che si disponeva per Lui.
Al capitolo precedente in Luca 9:57 possiamo leggere:

57 Mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: «Io ti seguirò dovunque andrai». 58 E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». 59 A un altro disse: «Seguimi». Ed egli rispose: «Permettimi di andare prima a seppellire mio padre». 60 Ma Gesù gli disse: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; ma tu va’ ad annunciare il regno di Dio». 61 Un altro ancora gli disse: «Ti seguirò, Signore, ma lasciami prima salutare quelli di casa mia». 62 Ma Gesù gli disse: «Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio».

qui notiamo che coloro i quali volevano seguire Gesu’ [tutti] nel  momento in cui gli veniva richiesto di seguirlo ponevano sempre una scusa  davanti. Tutte queste persone erano intenzionate “apparentemente” a seguirlo, ma Gesu’ già conosceva la loro mente e il loro cuore e soprattutto quale sarebbe stata la risposta alla Sua chiamata. Tornando al capitolo successivo la Parola ci parla di 70 uomini [discepoli che hanno veramente seguito Gesu’ con i fatti] che lui ha mandato a 2 a 2 a predicare l’Evangelo, quindi possiamo ben capire che se noi cerchiamo CRISTO GESU’ solo con le labbra [parzialmente] siamo ben sicuri che non entreremo nel regno dei cieli [perchè Egli conosce già le  nostre intenzioni]. Quando Gesu’ ha scelto i 12 ben sapeva cosa bramavano nel loro cuore, per questo quando Egli chiama dobbiamo essere ben disposti dicendo SI SIGNORE MANDA ME affinchè io possa essere usato per la Tua gloria. La Parola ci parla di vari tipi di chiamate: abbiamo l’apostolo [dal greco apostello, significa mandare] ed è colui che annuncia la Parola, poi abbiamo il discepolo [dal latino discipulus ,significa allievo] ed è colui che studia la Parola per edificare se stesso e ancora il missionario colui che si impegna a diffondere il Vangelo e predicare la grazia. Noi uomini a volte mettiamo i limiti, ma non Gesu’…quelle che noi abbiamo elencate sono solo delle definizioni, ma Dio ha dato a tutti la medesima forza…perchè vediamo nella Bibbia che sia i missionari che i discepoli e gli apostoli venivano accompagnati da segni miracoli e prodigi. Noi dunque dobbiamo crescere in Lui solo così possiamo vedere opere meravigliose nella nostra vita, nel nostro paese, nella nostra famiglia…

Infatti Cristo Gesu’ non solo ha scelto i 70, non solo ha scelto i 12 apostoli  ma ha scelto il Suo popolo affinchè potesse essere un popolo benedetto da Lui

 

 

Annuncia il Mio Regno, parla!

Ognuno di noi ha una storia; ognuna di esse caratterizza le nostre vite.
La storia di questa mattina è nella Parola di Dio; una storia che non può cambiare nel tempo. Niente si può togliere ne aggiungere da essa.
Leggiamo in Esodo 4:10 a 18

Mosè disse al SIGNORE: «Ahimè, Signore, io non sono un oratore; non lo ero in passato e non lo sono da quando tu hai parlato al tuo servo; poiché io sono lento di parola e di lingua». Il SIGNORE gli disse: «Chi ha fatto la bocca dell’uomo? Chi rende muto o sordo o veggente o cieco? Non sono io, il SIGNORE? Ora dunque va’, io sarò con la tua bocca e t’insegnerò quello che dovrai dire». Mosè disse: «Ti prego, Signore, manda il tuo messaggio per mezzo di chi vorrai!» Allora l’ira del SIGNORE si accese contro Mosè ed egli disse: «Non c’è Aaronne tuo fratello, il Levita? Io so che parla bene. E, per l’appunto, egli esce a incontrarti; e, quando ti vedrà, si rallegrerà in cuor suo. Tu gli parlerai e gli metterai le parole in bocca. Io sarò con la tua bocca e con la sua bocca e vi insegnerò quello che dovrete fare. Egli parlerà per te al popolo; così ti servirà da bocca e tu sarai per lui come Dio. Ora prendi in mano questo bastone con il quale farai i prodigi».Allora Mosè se ne andò, tornò da Ietro suo suocero e gli disse: «Lascia che io vada e ritorni dai miei fratelli che sono in Egitto, e veda se sono ancora vivi». Ietro disse a Mosè: «Va’ in pace».

Questa è la storia di un uomo prescelto da Dio: salvato dalle acque per avere un compito. Non sapeva e non voleva parlare. Tentennava in quello che era il volere di Dio, il compito che gli aveva affidato.

Stamattina il Signore ti dice: “PARLA! Annuncia il Mio Regno!”. Ha scelto proprio te, così come scelse Mosè!

Quante volte non ci sentiamo all’altezza; ma non possiamo trovare scuse! Mosè contraddì Dio, dicendoGli di non essere capace. Trovava scuse. Ma le scuse non servono davanti a Dio.
C’è un mondo che si perde ogni giorno e il popolo di Dio è stanco di sentire cattive notizie. Il servo di Dio Gli chiese di mandare qualcun altro al suo posto. Ma il Signore ha sempre la giusta risposta alle nostre domande! Il Signore ti dice:“Parla nel Mio Nome!”.
Quando non ti senti all’altezza, sappi che sarà lo Spirito di Dio a parlare per te. Usa l’autorità Sua. E vincerai la battaglia, perché sei stato un bravo soldato!
La storia che noi scriviamo ogni giorno nella nostra vita, deve essere una storia attiva! Se Dio ti da l’opportunità di poter parlare di Lui, fallo con la semplicità, con responsabilità.
Egli Si serve di ognuno di noi: individualmente. Comincia a parlare a te stesso, alla tua casa, sul tuo posto di lavoro e poi dove ti manderà Dio stesso e ti riempirà di benedizioni!

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Questa domenica dopo il culto abbiamo avuto l’opportunità di trascorrere alcune ore insieme presso Antica Trattoria Innarone di Casolla di Caserta per un’Agape fraterna:


 

Il diavolo ci attacca, Gesù ci dice resistete!

Meditiamo 1 Pietro 5:8 a 9

Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo.

Questo verso ci conferma che il nemico delle anime nostre, il diavolo, sa dove colpirci lui usa tutto e tutti quelli che sono in suo potere. Perchè tanti purtroppo sono in suo potere perchè non conoscono il Signore, e magari ci vanno contro, ci “attaccano” ci fanno innervosire e ci portano a sbagliare.  Per fare un esempio banale della vita di tutti i giorni, quanti di noi ci “innervosiamo” quando fermi al semaforo  ci vediamo vediamo il parabrezza dell’auto pulito a forza da un lavavetri, o una persona in particolare che ci provoca, ecc…Ma noi leggendo il verso dopo “Resistetegli stando fermi nella fede” , il Signore ci dice di non irritarci, di non peccare e di non cadere.. Come? Rimanendo fermi nelle fede. Noi sappiamo che abbiamo la vittoria di Cristo, quindi qualsiasi cosa ci accade, noi sappiamo di essere vincitori. Il Signore ha detto che ci libera dalla mano dei nostri nemici, ci da la forza di superare ogni ostacolo.. Come? Facendoci maturare nella fede. Una esperienza nuova vissuta…cadiamo 10 volte, il Signore è l’essenza dell’Amore, se noi andiamo a Lui “VERAMENTE” pentiti Egli ci perdona (ovviamente dobbiamo dimostrare la volontà di voler cambiare). Il diavolo è come un leone ruggente e ci attacca! Ma come ci attacca? Spesse volte siamo proprio noi che permettiamo l’attacco semplicemente parlando. Noi con la nostra bocca sveliamo le mosse segrete al diavolo per farci attaccare, questo avviente quando noi ci lamentiamo dando l’input al nemico di attaccarci proprio li dove è il nostro punto debole. Questo avviene quando non diamo “Gloria a Dio” in ogni situazione che può avvenire nella nostra vita. Dobbiamo lasciare stare il nostro modo di pensare e quello di agire e mettere tutto nelle mani di Dio, perchè Lui sa ogni cosa. A volte ci capita di parlare male di qualcosa o di qualcuno, e tutto quello che diciamo anche una cosa detta in un momento di “nervosismo” viene poi usata contro di noi da quella persona o da quella situazione! Perchè? Bhe il nemico ascolta e suggerisce facendo un’opera malvagia nei nostri confronti. Ma noi non la dobbiamo dare vinta, dobbiamo combattere con le armi spirituali pregando e dando Gloria a Dio in qualsiasi difficolà (perchè poi sarà lui ad intervenire a suo tempo in quella situazione), ed è quello mi e vi esorto a fare!

La parola dice che il diavolo non è un leone ma è “come un leone” uno fotocopia, infatti sappiamo che il Leone della tribù di Giuda (quello originale) è Cristo Gesù che gli ha schiacciato il capo per sempre. Allora il nemico è “arrabbiato”, perchè Gesù conquista e salva le anime che gli appartengono, e fa di tutto per mettettere il bastone fra le ruote. Ma la Parola oggi ci esorta, a noi che siamo in Cristo, e ci dice Resistetegli stando fermi nella fede. Le prove e le situazioni che ci irritano e che ci vengono poste davanti (anche più di una volta!!) servono a farci Maturare,  infatti in Giacomo 1:2 e 4 leggiamo

Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia pienamente l’opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti.

E ancora i Romani 5:3

non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza,  la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza.

Più avanti sempre in Romani al capitolo 8:28 l’apostolo Paolo ci dice

Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.

Ciò non vuol dire che le situazioni che ci capitano sono “bene”, ma tutte queste situazioni messe insieme (prove, afflizioni, ecc) il Signore le farà cooperare per il nostro bene non facendo altro che (tirandoci fuori da quella situazione) accrescere e fortificare la nostra fede!
In Cristo siamo elevati al di sopra delle prove, dai problemi e da ogni situazione che il diavolo ci mette davanti per combatterci e per abbatterci!