Come Smettere Di Guardare Porno Nel 2020

Nuovo anno, nuovi propositi… vero?

Se stai leggendo questo blog, posso immaginare che hai pensato di “eliminare” finalmente la tua abitudine pornografica oppure aiutare qualcuno a farlo.

Bene! Sei nel posto giusto… se vuoi aiuto, noi siamo qui per aiutarti.

PERCHÉ IL PORNO È UN PROBLEMA?

Molte persone guardano il porno perché vogliono sfuggire da qualcosa. Qualunque cosa usiamo come via di fuga è un ostacolo… non stiamo affrontando il problema faccia a faccia. Ti è mai capitato di usare il porno per anestetizzare situazioni e emozioni negative tipo: stress, noia, rigetto, bassa-autostima ecc.? Non vergognarti, non sei solo.

Abbiamo tutti provato e trovato un modo per “mascherare” il nostro dolore. La tua maschera non è “peggiore” di quella del tuo collega, amico o cugino. Non esiste una buona maschera. Se vuoi smettere di guardare il porno nel 2020, allora devi toglierti la maschera, affrontare le tue paure e aggredire i tuoi problemi, non scappare!.

DA COSA FUGGI?

Prima di guardare pornografia, quali emozioni e sensazioni provi? Sei stressato? Ansioso? Solitario? Quando identifichi la radice, puoi gestirla, piuttosto che mascherarla o scappare da essa. Hai mai notato le erbacce? Sai cosa succede se estrai un’erbaccia, ma lasci la radice? L’erbaccia ricresce. Lo stesso vale per le abitudini e la dipendenza dalla pornografia. Se estrai l’erba (porno) ma alla fine lasci la radice (stress, paura, ansia, solitudine, rigetto ecc.), l’erba ricresce. Non puoi eliminare il porno fino a quando non sei disposto a sradicare.

COME AFFRONTARE IL PROBLEMA ALLA RADICE?

Innanzitutto, è necessario identificare il problema e desiderare con tutto te stesso di essere guarito (uso la parola guarigione anche se la pornografia non è identificata come malattia). È fondamentale identificare i meccanismi/abitudini che nel tempo hai sviluppato per difenderti dalle situazioni sgradevoli. Uno strumento molto utile a riguardo è il calendario di guerra che trovi nel libro Porno Tossina.

SCRIVI LA VISIONE (LA META FINALE)

Proverbi 29:18 (KJV) Il mio popolo perisce per mancanza di visione.
Abacuc 2:2 Scrivi la visione e incidila su tavole, perché si possa leggere speditamente.

Scrivi dei piccoli traguardi misurabili nel tempo. Non scrivere solo “non voglio più guardare pornografia”. Scrivi delle mete misurabili “non guarderò pornografia per tutto il mese di gennaio”. Quando il mese finisce calcola le tue vittorie e eventuali sconfitte, riscrivi la visione per febbraio e così via. Gioisci delle tue vittorie e non soffermarti troppo sulle tue sconfitte ma impara da loro e continua a combattere.

SCEGLI UN AMICO A CUI RENDER CONTO

Se vuoi stabilità nella tua vita allora hai bisogno di un amico/mentore a cui render conto (nel senso buono del termine). Non aver paura di dire a qualcuno che guardi pornografia. Se non chiedi aiuto, non riceverai aiuto. Ci sono diversi software e APP (X3WATCH, FAMILY LINK, APPLE TEMPO DI UTILIZZO, COVENANT EYES) che possono aiutarti a bloccare il porno sul tuo cellulare/computer e a creare un senso di responsabilità nella tua vita. Chiedi al tuo amico di aiutarti ad impostare queste APP. Sii onesto e trasparente con te stesso e con gli altri.

CONNETTITI CON IL TUO CREATORE

Siamo un ministero cristiano e crediamo che Gesù abbia il potere di liberarci da qualsiasi cosa abbia presa su di noi. 2 Corinzi 3:17: “Ora il Signore è lo Spirito, e dov’è lo spirito del Signore, lì c’è libertà”. Giovanni 8:36 dice: “Se il Figlio (Gesù) ti rende libero, sarai davvero libero.” Una volta che incontrerai la libertà (Gesù), sarai davvero libero!

Sono stato porno-dipendente per oltre 10 anni. Ero fortemente dipendente dalla pornografia. Avevo toccato il fondo. In quella condizione iniziai a cercare Dio veramente, una volta liberato, ero davvero libero! Una relazione personale con Gesù Cristo ti catapulterà nella guarigione e nella libertà! Dio ha prima trasformato la mia mente attraverso la Sua Parola (La Bibbia), e poi la mia vita ha seguito quella trasformazione.

Se vuoi un bel piano di lettura della Bibbia per questo 2020… clicca qui! #NewYearJesusChallenge

Una recente statistica ha dimostrato che leggere la Bibbia ogni giorno riduce l’abuso di pornografia del 61%.

INVESTI IN TE STESSO

Non puoi dare il meglio di te se non sei al meglio. Tuoi marito/moglie, i tuoi figli, i tuoi amici. la tua fidanzata ecc. meritano la migliore versione di te stesso. Investi tempo, denaro e energie per migliorare te stesso.

INCORAGGIATI

La libertà totale non è facile, ma è possibile. Cambiare un’abitudine non è un passeggiata, ma puoi/possiamo farlo! Incoraggia te stesso, non arrenderti facilmente. Sei più che vincitore.

“Se all’inizio non ci riesci, prova, riprova. Non mollare facilmente; la perseveranza paga alla fine”.
-Thomas H Palmer

Se cadi non rimanere a terre troppo tempo, rialzati con forza e riparti da dove sei caduto.

Buon 2020
Antonio Morra

P.S. Per approfondire tutti questi argomenti ti consigliamo la lettura del libro Porno Tossina.

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Il Porno Carbura La Violenza

Una donna (in India) è stata brutalmente violentata,
assassinata e bruciata così tanto da essere irriconoscibile. Cosa hanno fatto 8
MILIONI di persone quando hanno ricevuto la notizia? Hanno cercato il video del
suo stupro sui siti porno in modo da eccitarsi con la sua sofferenza.

Questo non succede solo in India… Anche dopo la morte di
TIZIANA CANTONE (ragazza napoletana), i suoi video continuano a circolare sui
siti pornografici con commenti indicibili… del tipo: “peccato che sei morta,
potevi fare un altro video”.

IL PORNO CARBURA LA VIOLENZA

Non è un segreto che la maggior parte della pornografia sia
violenta, eppure molti non capiscono che i suoi messaggi sono in grado di
influenzare il comportamento umano. Nel porno, le persone, e in particolare le
donne, sono disprezzate, trattate con la forza, abusate fisicamente e
verbalmente; e ciò sta modellando il modo di pensare e agire della società.

Alcuni anni fa, un team di ricercatori ha studiato i 50 film
porno più popolari [1]. Delle 304 scene contenute nei film, l’88% mostrava
violenza fisica e il 49% aggressione verbale.

La quantità di violenza mostrata nel porno è sconvolgente,
ma altrettanto inquietante è come vengono mostrate le vittime. Nello studio, il
95% (quasi tutte donne) era indifferente all’abuso o sembrava reagire con
piacere [2].

In altre parole, nel porno, le persone sono picchiate e, nel
frattempo, sorridono.

Che assurdità! Avete mai parlato con una ragazza abusata? Il
ricordo non è affatto piacevole, anzi è un trauma che spesso si perpetua per
anni.

Ovviamente, non tutti i video porno mostrano violenza
fisica, eppure, anche quelli non violenti, come è stato dimostrato, hanno degli
effetti sui consumatori.   Scena dopo scena, questo tipo di sottomissione
disumanizzante comincia a sembrare normale agli occhi di chi la guarda [4]. Tutto
questo, mette le basi per costruire delle relazioni di coppia fondate su
dinamiche di potere distorte e sulla graduale accettazione di aggressioni
fisiche e verbali contro le donne [5].

Negli ultimi anni, si e’ anche capovolta la scena, mostrando donne violente su uomini deboli. Lo scenario cambia ma non l’essenza.

VIOLENZA SU VIOLENZA.

Il porno non trasforma solo gli atteggiamenti; esso è in
grado di modellare anche le azioni. Studi dimostrano che i consumatori di porno,
violenta e non, hanno maggiori probabilità di usare l’imposizione verbale per
forzare l’altro a fare sesso [6]. Indagini hanno riscontrato che l’esposizione
a entrambi i tipi di pornografia, violenta e non, fomenta un comportamento di
tipo aggressivo, alimentando violenze e brutali fantasie [7].

Nel 2016, un team di ricercatori leader nel settore ha
raccolto tutte le indagini possibili sull’argomento [8]. Dopo aver esaminato
ventidue studi, hanno concluso che “senza dubbio, le persone che consumano più
frequentemente pornografia hanno maggiori probabilità di assumere atteggiamenti
inclini all’aggressione sessuale e di esserne coinvolti praticamente”.

Se ti stai chiedendo come sedersi a guardare del porno possa
realmente trasformare i pensieri e le azioni di una persona, la risposta si
trova nel modo in cui il porno influenza il cervello. Il nostro cervello
possiede ciò che gli scienziati chiamano “neuroni specchio”, cellule cerebrali
che si attivano quando facciamo delle cose da soli o quando osserviamo gli
altri fare qualcosa [9]. Ecco perché un film può farci piangere, arrabbiare o
spaventare. Essenzialmente, i neuroni specchio ci permettono di condividere
l’emozione che sperimenta un’altra persona mentre la guardiamo. Pertanto, se un
individuo guarda del porno, spontaneamente inizia a rispondere alle emozioni
trasmesse dagli attori sullo schermo. Quando si eccita, il suo cervello collega
le sensazioni dell’eccitazione a quello che vede sullo schermo, quasi come se
stesse vivendo quell’esperienza in prima persona [10]. Pertanto, se una persona
si eccita guardando un uomo o una donna mentre si lascia insultare o prendere a
calci, il suo cervello impara ad associare quel tipo di violenza
all’eccitamento sessuale [11].

E come se non bastasse, se le vittime di violenza sembrano
accettare o godere nell’essere picchiate, lo spettatore recepisce che le
persone amano essere trattate in quel modo, legittimandosi a comportarsi in
modo aggressivo nei confronti dell’altro sesso [12].

L’uso del porno degenera col tempo, e anche se chi lo guarda
non inizia dalla pornografia violenta, questo potrebbe cambiare. Più consumi
porno, più cercherai contenuti hardcore sempre più inquietanti [13].

Naturalmente, non tutti i consumatori di pornografia saranno degli stupratori. Ma ciò non cambia il fatto che il porno ci stia colpendo con un’ondata di violenza disumanizzante. Non è affatto logico che la nostra società accetti i messaggi inviati dalla pornografia, e allo stesso tempo chieda la totale uguaglianza di genere e la fine delle violenze sessuali. Gran parte della pornografia che milioni di persone consumano ogni giorno sostiene che l’umiliazione e la violenza siano qualcosa di normale all’interno del sesso[14]. Il porno sta reimpostando la mente e le aspettative della generazione futura, che ha sempre più difficoltà ad amare e coltivare delle relazioni [14], rendendola incapace di esprimere il dolore che le sta procurando.

Note:

[1]
Bridges, A. J., Wosnitzer, R., Scharrer, E., Sun, C. & Liberman, R. (2010).
Aggression and Sexual Behavior in Best Selling Pornography Videos: A Content
Analysis Update. Violence Against Women, 16(10), 1065–1085.
doi:10.1177/1077801210382866

[2]
Bridges, A. J., Wosnitzer, R., Scharrer, E., Sun, C. & Liberman, R. (2010).
Aggression and Sexual Behavior in Best Selling Pornography Videos: A Content
Analysis Update. Violence Against Women, 16(10), 1065–1085.
doi:10.1177/1077801210382866. See also Whisnant, R. (2016). Pornography,
Humiliation, and Consent. Sexualization, Media, & Society, 2(3),
1-7. doi:10.1177/2374623816662876 (Arguing that “pornography’s

[3]
DeKeseredy, W. (2015). Critical Criminological Understandings of Adult
Pornography and Women Abuse: New Progressive Directions in Research and Theory.
International Journal for Crime, Justice, and Social Democracy, 4(4) 4-21.
doi:10.5204/ijcjsd.v4i4.184; Rothman, E. F., Kaczmarsky, C., Burke, N., Jansen,
E., & Baughman, A. (2015). “Without Porn…I Wouldn’t Know Half the Things I
Know Now”: A Qualitative Study of Pornography Use Among a Sample of Urban,
Low-Income, Black and Hispanic Youth. Journal of Sex Research, 52(7), 736-746.
doi:10.1080/00224499.2014.960908; Layden, M. A. (2010) Pornography and
Violence: A New Look at the Research. In Stoner, J. & Hughes, D. (Eds.),
The Social Cost of Pornography: A Collection of Papers (pp. 57-68). Princeton,
N.J.: Witherspoon Institute; Ryu, E. (2008). Spousal Use of Pornography and Its
Clinical Significance for Asian-American Women: Korean Woman as an
Illustration. Journal of Feminist Family Therapy, 16(4), 75.
doi:10.1300/J086v16n04_05; Shope, J. H. (2004). When Words Are Not Enough: The
Search for the Effect of Pornography on abused Women. Violence Against Women,
10(1), 56-72. doi:10.1177/1077801203256003

[4]
Rothman, E. F., Kaczmarsky, C., Burke, N., Jansen, E., & Baughman, A.
(2015). “Without Porn…I Wouldn’t Know Half the Things I Know Now”: A
Qualitative Study of Pornography Use Among a Sample of Urban, Low-Income, Black
and Hispanic Youth. Journal of Sex Research, 52(7), 736-746.
doi:10.1080/00224499.2014.960908; Weinberg, M. S., Williams, C. J., Kleiner,
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15 years of research. Computers in Human Behavior, 25(5), 1089-1101.
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Access to Erotica on Adolescents’ and Young Adults’ Dispositions Toward
Sexuality. Journal of Adolescent Health, 27, 2: 41–44. Retrieved from https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10904205

[5] Layden,
M. A. (2010). Pornography and Violence: A New look at the Research. In J.
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Papers (pp. 57–68). Princeton, NJ: Witherspoon Institute; Berkel, L. A.,
Vandiver, B. J., & Bahner, A. D. (2004). Gender Role Attitudes, Religion,
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Students. Journal of College Student Development, 45:119–131.
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Communication, 45(1), 5–26. doi:10.1111/j.1460-2466.1995.tb00711.x

[6]
Boeringer, S. B. (1994). Pornography and Sexual Aggression: Associations of
Violent and Nonviolent Depictions with Rape and Rape Proclivity. Deviant
Behavior 15(3), 289–304; doi:10.1080/01639625.1994.9967974; Check, J. &
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Non-Offenders. Journal of Sex Research, 25(2): 267–88.
doi:10.1080/00224498809551459

[7] Wright,
P.J., Tokunaga, R. S., & Kraus, A. (2016). A Meta-Analysis of Pornography
Consumption and Actual Acts of Sexual Aggression in General Population Studies.
Journal of Communication, 66(1), 183-205. doi:10.1111/jcom.12201; DeKeseredy,
W. (2015). Critical Criminological Understandings of Adult Pornography and
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of Communication, 45(1), 5–26. doi:10.1111/j.1460-2466.1995.tb00711.x

[8] Wright,
P.J., Tokunaga, R. S., & Kraus, A. (2016). A Meta-Analysis of Pornography
Consumption and Actual Acts of Sexual Aggression in General Population Studies.
Journal of Communication, 66(1), 183-205. doi:10.1111/jcom.12201

[9] Hilton,
D. L. (2013). Pornography Addiction—A Supranormal Stimulus Considered in the
Context of Neuroplasticity. Socioaffective Neuroscience & Psychology
3:20767. doi:10.3402/snp.v3i0.20767; Doidge, N. (2007). The Brain That Changes
Itself. New York: Penguin Books.

[10-11]
Layden, M. A. (2010). Pornography and Violence: A New look at the Research. In
J. Stoner and D. Hughes (Eds.) The Social Costs of Pornography: A Collection of
Papers (pp. 57–68). Princeton, NJ: Witherspoon Institute; Doidge, N. (2007).
The Brain That Changes Itself. New York: Penguin Books; Malamuth, N. M. (1981).
Rape Fantasies as a Function of Exposure to Violent Sexual Stimuli. Archives of
Sexual Behavior 10(1), 33–47. doi:10.1007/BF01542673

[12]
Bridges, A. J. (2010). Pornography’s Effect on Interpersonal Relationships. In
J. Stoner and D. Hughes (Eds.) The Social Costs of Pornography: A Collection of
Papers (pp. 89-110). Princeton, NJ: Witherspoon Institute; Layden, M. A.
(2010). Pornography and Violence: A New look at the Research. In J. Stoner and
D. Hughes (Eds.) The Social Costs of Pornography: A Collection of Papers (pp.
57–68). Princeton, NJ: Witherspoon Institute; Marshall, W. L. (2000).
Revisiting the Use of Pornography by Sexual Offenders: Implications for Theory
and Practice. Journal of Sexual Aggression 6(1-2), 67.
doi:10.1080/13552600008413310

[13] Park,
B. Y., et al. (2016). Is Internet Pornography Causing Sexual Dysfunctions? A
Review with Clinical Reports. Behavioral Sciences, 6, 17.
doi:10.3390/bs6030017; Kalman, T.P. (2008). Clinical Encounters with Internet
Pornography. Journal of the American Academy of Psychoanalysis and Dynamic
Psychiatry, 36(4) 593-618. doi:10.1521/jaap.2008.36.4.593; Doidge, N. (2007).
The Brain That Changes Itself. New York: Penguin Books.

[14] Yoder,
V. C., Virden, T. B., & Amin, K. (2005). Internet Pornography and
Loneliness: An Association? Sexual Addiction and Compulsivity, 12, 19-44.
doi:10.1080/10720160590933653; Brooks, G. R., (1995). The centerfold syndrome:
How men can overcome objectification and achieve intimacy with women. San
Francisco, CA: Bass.

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L’Italia Tra I Paesi Più Attivi Nella Ricerca Di Pornografia [Un’analisi Delle Statistiche Pornhub 2019]

Il 2019 sta per volgere al termine. La fine di ogni anno è sicuramente un buon momento di riflessione per tirare le somme sui vari aspetti della vita: lavoro, relazioni, abitudini ecc.

Questa analisi, spesso ci porta anche ad analizzare come certe persone/cose hanno influenzato la nostra vita e le nostre scelte.

La pornografia ha sicuramente influenzato questa generazione, modellando le esperienze umane. L’Italia nel 2019, secondo il report annuale di Pornhub, ha scalato ancora la classifica arrivano al settimo posto tra i paesi più attivi e consumatori di pornografia (eravamo al nono posto due anni fa).

SE ESISTE, C’È DEL PORNO

Lo diciamo ogni anno: il porno online è più vario di qualsiasi altra cosa che puoi trovare su Internet. Quindi, se riesci a pensare a uno scenario, un tema o uno stile pornografico, non importa quanto casuale o brutale possa sembrare, allora tale porno sarà già stato realizzato e sarà disponibile online. 

Ti saresti mai aspettato una pornografia che coinvolge gli alieni, joker, star wars ecc.? Eh sì, generi molto popolari quest’anno. 

SOCIETA’ PORNIFICATA

Per capire quanto sia popolare e normalizzato il porno, basta guardare oltre le metriche che Pornhub registra e pubblica alla fine di ogni anno.

A partire dal 2013, la mega gigantesca compagnia pornografica ha pubblicato un’analisi dettagliata contenenti informazioni come la pornostar preferita, i termini di ricerca più popolari e il tempo medio trascorso per visita.

Per iniziare, nel 2019 ci sono state oltre 42.000.000.000 di visite, 8,5 miliardi in più rispetto allo scorso anno. Nel 2019 sono oltre 23 milioni in più le visite al giorno (rispetto al 2018), un aumento considerevole.

Numeri pazzeschi! Avete notato la frase che hanno riportato per darci un’analisi della quantità di contenuti caricati quest’anno: “Se avessi iniziato a guardare i nuovi video del 2019 nel 1850, li guarderesti ancora oggi”.

169 anni di materiale pornografica, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. 

Per darci una prospettiva più alla nostra portata, Pornhub ha ridotto la metrica al minuto.

Ogni minuto: 80.000 visite, 14 nuovi video caricati e 11.000 ore di video visti.

ITALIA

Aumento della pornografia vista tramite cellulare: 76%. La pornografia diventa sempre di più un’abitudine da portare in tasca.

Aumento delle donne che guardano pornografia: 30%. Ogni anno c’è un piccolo aumento. La pornografia sta diventando “mainstream” anche per le donne.

CATEGORIE BRUTALI

Tragicamente in aumento anche la violenza e la scelta delle categorie che mostrano incesti, stupri, abusi ecc. 

Tra le prime ricerche la categoria Hentai.

Il porno hentai esiste da secoli, ma nel mondo online è un’ondata relativamente nuova. La categoria hentai è diventata estremamente popolare nell’ultimo decennio. La parola hentai è una parola di origine giapponese che è l’abbreviazione di hentai seiyoku: un desiderio sessuale perverso o bizzarro. 

A livello internazionale, hentai è un termine usato per classificare ampiamente il genere della pornografia anime e manga.

Il porno anime raffigura atti sessuali altamente esagerati con personaggi aventi parti del corpo incredibilmente grandi. Specializzato nel mostrare feticci inquietanti come tentacoli, bambini (in particolare bambine) e incesto. È comune che mostri, animali e piante che violentino le donne. Le donne e le ragazze in hentai sembrano una miscela tra adulti e bambini, un tema coerente in hentai è “l’innocenza derubata”.

Molti fan di Hentai sostengono che è più sicuro ed etico da vedere. Dopotutto, pensano, non sta sfruttando dei veri esseri umani e non è collegato a problemi associati al porno “reale” come la  tratta sessuale. Sostengono che, poiché si tratta solo di disegni, non è dannoso per il consumatore. E mentre possiamo capire perché le persone hanno questa percezione, la realtà è molto diversa.

Il porno hentai si concentra spesso su adolescenti e bambini. Uno dei sottogeneri dell’hentai è il “lolicon”. Questo genere raffigura spesso bambini e adolescenti abusati e spaventati. Bambini in estremo dolore mentre ricevono qualsiasi tipo di violenza.

Il porno è più accessibile, più normalizzato e più mainstream che mai. 

La battaglia del movimento Porno Tossina però non si ferma. Continueremo a proclamare una contro-rivoluzione di vero amore e vera bellezza. Una rivoluzione di abbracci, carezze, corteggiamenti e rispetto. 

Sei con noi?

A presto,
Antonio Morra

STATISTICHE 2018

STATISTICHE 2017

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Più di un terzo delle donne sono state soffocate, imbavagliate e/o colpite durante il rapporto sessuale senza il loro consenso

Più di un terzo delle donne sono state soffocate,
imbavagliate e/o colpite durante il rapporto sessuale senza il loro consenso.

L’indagine su oltre 2.000 donne di età compresa tra 18 e 39
anni ha rilevato che il 38% ha sperimentato questi atti senza il loro espresso
consenso.

La ricerca, condotta dalla compagnia Savanta ComRes per BBC
Radio 5 Live, ha suscitato una rinnovata preoccupazione per l’apparente aumento
della violenza durante i rapporti sessuali.

La ricerca è stata avviata dopo che un uomo è stato dichiarato colpevole di aver ucciso Grace Millane. Durante tutto il processo, l’uomo – il cui nome è soggetto a un ordine di repressione – aveva affermato che la morte di Millane era stata accidentale e avvenuta durante il “violento” rapporto sessuale.

IL CASO DI KAREN INGALA-SMITH

Commentando dopo il processo, Karen Ingala-Smith, amministratore delegato della “Domestic violence charity Nia”, ha dichiarato a HuffPost UK: “Le donne non muoiono per sesso violento. Le donne muoiono perché gli uomini sono violenti con le donne”. Ha proposto che l’aumento della violenza durante il sesso – e l’uso della difesa del “sesso violento” nei tribunali – potrebbe essere collegato a un aumento dell’accesso alla pornografia.

“Gli uomini vogliono imitare quello che vedono nella pornografia con le donne con cui stanno facendo sesso”, ha detto. “Donne e ragazze giovani sono ormai “abituate” a vedere questo come normale… Non credo sia lo stesso di ciò che accetteremmo liberamente se non fossimo “normalizzati” in una cultura ricca di pornografia “.

LA PORNOGRAFIA CARBURA LA VIOLENZA

Nel libro “PORNO TOSSINA”, abbiamo analizzato profondamente il collegamento tra pornografia e violenza. Un collegamento pericoloso per le donne e per gli uomini. La pornografia spesso carbura la violenza rendendoci insensibili al dolore degli altri e normalizzando comportamenti pericolosi e dannosi.

A presto,
Antonio Morra

Fonte: HuffPost UK

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Cory Asbury: come l’amore Intrepido di Dio mi ha aiutato a Combattere la Pornografia

Sono entrato in contatto con la pornografia in tenera età,
probabilmente intorno ai 12 anni circa.

Come ho detto, la pornografia è stata una delle parti brutte
della mia vita per molti anni, anche nei miei 20 anni dopo essere diventato un
ministro a tempo pieno. Poiché non potevo sopportare il pensiero che qualcuno
potesse sapere che io, un ministro di culto nella casa di Dio, avesse a che
fare con una cosa così oscura, non riuscivo a confessarlo a nessuno, ciò mi ha
tenuto in un ciclo perpetuo di colpa e vergogna. Ero in un vero dilemma come
dice Romani 7: le cose che non volevo fare, le facevo; ma le cose che volevo
fare non le facevo (vv. 14–20). Mi sono trovato completamente bloccato.

Mi sono sposato quando avevo 21 anni. Anna e io eravamo profondamente felici insieme e pensavo che la mia felicità avrebbe risolto il mio problema. Sfortunatamente, ho scoperto rapidamente che non è così che funziona. Sposarsi non risolve magicamente tutti i problemi della tua vita, specialmente quelli radicati in anni di peccato abituale. La vergogna che provavo dalla mia lotta con la pornografia prima del matrimonio non era nulla in confronto a ciò che ho vissuto dopo. Oltre a ferire il cuore di Dio con il mio peccato, ora piangevo perché stavo spezzando il cuore di mia moglie, un doppio mal di cuore. Questo era troppo da sopportare.

TIME-OUT

Per affrontare il dolore (e non lo consiglio), mi mettevo in
quello che ora chiamo “time-out spirituale”. In questo time-out
spirituale volevo continuamente essere investigato e fustigato. Tuttavia, la
mia fustigazione non era con le fruste; era con pensieri di odio e di condanna
per me stesso. “Come hai potuto farlo? Ancora?! Sei l’uomo più ripugnante del
pianeta. Dio è disgustato da te”. E la parte peggiore era che i pensieri si intensificavano
attorno alle sfere della mia chiamata e carriera ministeriale. “Non
scriverai mai una canzone unta. La tua adorazione farà schifo perché la tua
vita è piena di peccato nascosto. Non sei altro che un falso.”

Questi time-out duravano giorni, a volte settimane. Nella
mia mente pensavo che una volta che avessi pagato abbastanza penitenza e mi fossi
astenuto dal peccato abbastanza a lungo, la mia unzione sarebbe tornata e mi
sarei sentito di nuovo “bene”. Anche se ero sempre sinceramente
pentito, il ciclo di nascondermi da Dio e punirmi continuava ancora come un
orologio. Col senno di poi, questo sistema di credenze non era solo ridicolo,
ma era anche infondato biblicamente. Tuttavia, ha governato la mia vita per
anni.

Poi ho fatto mio l’esempio di Davide. Mi mettevo nei suoi
panni. Ho preso conforto nei suoi pasticci pubblici, pensando che se poteva ancora
essere chiamato un adoratore e un uomo dal cuore di Dio, sicuramente potevo
esserlo anche io. Mentre ai giorni di Davide la pornografia non dilagava come è
nella nostra, il problema alla radice, la lussuria, lo fece inciampare nel
peccato sessuale una o due volte, in particolare con Bat-Sceba.

2Samuele 11:2-4: Una sera Davide, alzatosi dal suo letto, si mise a passeggiare sulla terrazza del palazzo reale; dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno. La donna era bellissima. Davide mandò a chiedere chi fosse la donna. Gli dissero: «È Bat-Sceba, figlia di Eliam, moglie di Uria, l’Ittita». Davide mandò a prenderla; lei venne da lui ed egli si unì a lei, che si era purificata dalla sua impurità; poi lei tornò a casa sua.

UN VERO SACRIFICIO

Invece di un sacrificio animale, che era consuetudine a quei
tempi, Davide fece un ulteriore passo avanti e offrì un sacrificio del cuore.
Ma ho notato qualcosa di strano in Davide. Dopo che Davide si rese conto del
suo peccato, non si costrinse a sopportare mesi di auto-flagellazione. Non ha
tentato di ricucire il suo rapporto con Dio attraverso il sacrificio di sé e la
penitenza religiosa. No, si gettò totalmente sulla misericordia di Dio, sapendo
che Dio non voleva sacrifici e offerte, ma un cuore spezzato e contrito. Davide
sapeva che il mondo interiore dell’anima era fondamentale per Dio. Dopotutto,
Davide sapeva cosa significasse essere ignorato da suo padre e dai suoi
fratelli per il suo aspetto interiore, e sapeva cosa significasse essere stato
scelto da Dio stesso per il proprio cuore.

In quello che avrebbe dovuto essere il punto più basso della
sua vita, Davide scrisse le parole del Salmo 51.

Dal Salmo 51:
Abbi pietà di me, o Dio, per la tua bontà;
nella tua grande misericordia cancella i miei misfatti.
2 Lavami da tutte le mie iniquità
e purificami dal mio peccato;

7 Purificami
con issopo, e sarò puro;
lavami, e sarò più bianco della neve.
8 Fammi di nuovo udire
canti di gioia e letizia,
ed esulteranno quelle ossa che hai spezzate.
9 Distogli lo sguardo dai
miei peccati,
e cancella tutte le mie colpe.
10 O Dio, crea in me un
cuore puro
e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo.

12 Rendimi
la gioia della tua salvezza
e uno spirito volenteroso mi sostenga.

16 Tu infatti non desideri sacrifici,
altrimenti li offrirei,
né gradisci olocausto.
17 Sacrificio gradito a Dio è uno spirito afflitto;
tu, Dio, non disprezzi un cuore abbattuto e umiliato.

Il Salmo 51 è uno dei salmi più famosi della Bibbia, scritto dopo una delle trasgressioni più gravi. Nota l’audacia delle parole di Davide, quasi comandando a Dio di guarirlo dalla sua iniquità. Tale era la fiducia nel cuore di Davide riguardo allo zelo di Dio di abbellire i Suoi figli e figlie, non importa quanto fossero immersi nella sporcizia. Il suo sacrificio di lode era prezioso agli occhi del Padre e molto più significativo del sangue di tori e capre.

IL FALLIMENTO NON TI DEFINISCE

Davide non ha lasciato che il suo fallimento lo definisse,
piuttosto ha permesso a suo padre di farlo. E come sappiamo, le parole
conferite a Davide erano invidiabili: un uomo con un cuore come quello di Dio.
Davide recise la testa del gigante della vergogna in un colpo decisivo correndo
coraggiosamente sul trono della grazia, anche se sapeva di meritare il patibolo
della morte. Sfidò la logica religiosa per creare un modo nuovo e migliore, non
più un sacrificio portato con disordine e sangue, ma un sacrificio del cuore
offerto nella purezza.

So che è contro intuitivo. Sembra non avere senso che il modo per sbarazzarsi di colpa, vergogna e peccato sia quello di correre verso Colui che hai offeso: Dio. La naturale risposta umana è quella di nascondersi, come hanno fatto Adamo ed Eva. Ma la libertà viene invece dal correre verso Dio.

Il mio miglior suggerimento per te è: non aspettare fino a quando non sarai così disperato perché probabilmente significa che sarà già successo qualcosa di molto grave. Piuttosto proprio ora, proprio dove sei, inizia a parlarne con Dio. Apri la tua Bibbia e prega il Salmo 51 a Dio come se l’avessi scritto tu. Prega di cuore e osserva come Dio ti incontra proprio lì dove sei.

FONTE: RELEVANT MAGAZINE

L’articolo Cory Asbury: come l’amore Intrepido di Dio mi ha aiutato a Combattere la Pornografia proviene da PornoTossina.

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Kanye West: Ero dipendente dalla Pornografia

Kanye West è un famoso artista statunitense. La sua vita è stata caratterizzata da tanti eccessi tra cui una vita sessuale disordinata.

Negli ultimi mesi Kanye ha raccontato ai media di tutto il mondo il suo grande cambiamento riscontrato anche nel suo ultimo album “Jesus is King”. Kanye ha incontrato Gesù Cristo… la sua vita adesso è completamente trasformata.

In una recente intervista per Radio Beats 1 di Apple Musica, Kanye confessa Zane Lowe che la pornografia ha avuto un ruolo molto influente nella sua vita.

Il primo contatto con la pornografia per Kanye West fu all’età di 5 anni, quando trovò una rivista di Playboy, dimenticata dal padre da qualche parte. Divenne poi un vero e proprio schiavo del sesso.

“Playboy è stata la porta d’ingresso verso una totale dipendenza dalla pornografia. Mio padre l’ aveva dimenticata da qualche parte e io a soli 5 anni, incuriosito, la sfogliai; da quel momento mi influenzò in quasi tutte le scelte della vita. Oggi sento di essere arrivato al momento di abbandonare questa vecchia abitudine. Essa si presenta dicendoti “è ok, è una cosa normale”. Ma ora mi ribello e dico che non è ok!”.

LA MORTE DELLA MADRE

Kanye rivela che le cose hanno toccato il fondo dopo la morte di sua madre Donda nel 2007.

“Ho subito un intervento chirurgico e dopo ricordo di aver preso un antidolorifico. Quando il dolore scomparve continuai ad assumere farmaci e pillole. La sensazione che provavo era molto simile all’orgasmo. Il sesso è una droga potente, quanto l’oppio o l’eroina. Se ti è capitato di vedermi ai premi MTV, l’anno dopo la scomparsa di mia madre, sembravo un eroinomane con l’ago attaccato al braccio. Non volevo più vivere”.

Poi aggiunge: “Ringrazio solo Dio per avermi salvato fisicamente, mentalmente e spiritualmente”.

IL CAMBIAMENTO

Kanye adesso sta vivendo una vita completamente diversa.

“Se mi chiedi se sia possibile liberarsi dalla propria dipendenza, io ti rispondo: sì lo è. Davvero. Con Dio sono riuscito ad abbattere delle fortezze, che avevano il pieno controllo su di me”.

Tante persone nel mondo combattono la dipendenza dalla pornografia. Questa abitudine inizia molto presto. In Italia la prima visualizzazione di materiale pornografico è già a 8-9 anni. Dobbiamo assolutamente proteggere i nostri ragazzi da questa tossina. Il libro “PORNOLESCENZA” nasce con questo intento: istruire genitori ed educatori per proteggere i minori dai pericoli di Internet.

A presto,
Antonio Morra

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Il Porno Insegna Alla Donne A Tollerare Gli Abusi

Per anni abbiamo vissuto in una società maschio-dominante dove alla donna era richiesto il silenzio nella sofferenza domestica. Una donna che subiva in silenzio anche le più atroci violenze.

Con l’avvento del porno-mainstream, assistiamo adesso a qualcosa di ancora peggio: alla donna è chiesto di godere ed eccitarsi nella sofferenza… sì… avete letto bene.

Se fate una ricerca su Google della parola “choke me” (strangolami) troverete immagini di cuoricini con tale scritta all’interno. Se aggiungete la parola “daddy” (paparino) troverete frasi tipo “ho strangolato quella p****na e lei sorrideva”. Lo stesso schifo se cercate su Google “bite me” (picchiami), “hit me” (colpiscimi) e risultati simili. 

La nostra società è ormai “pornificata” da anni ma i contenuti pornografici disponibili cambiano rapidamente. Gail Dines, nel suo libro Portland (lo consiglio a chi legge inglese), ci spiega come siamo passati dal soft-porn (porno leggero) a quello hard-core (pesante). 

Quello che comunemente troviamo adesso sono: donne picchiate, violentate, sputate addosso, prese a calci, strangolate ecc. Una violenza senza precedenti. 

GONZO PORNO

Il genere dominante oggi è il “gonzo porno” che è definito come la pornografia del dolore e della punizione. Le donne nel gonzo porno subiscono il rapporto, subiscono il dominio maschile. 

Prima di internet, la pornografia accessibile era quella soft-core. oggi invece assistiamo a brutalità, violenza e umiliazione della donna. Nella nostra cultura “pornificata” come deve essere la donna ideale?

La dott.ssa Dines descrive una nuova figura di donna ideale disegnata dal porno: una donna estremamente sensuale sempre disposta e in silenzio. 

Una ricerca del 2010 ha analizzato i 50 video più visualizzati all’interno dei portali pornografici. Tutti contenevano elementi di abuso (fisico e verbale) nei confronti della donna. Atti di aggressione fisica (strangolare, schiaffeggiare ecc.) nell’88% dei video. Considerando sia l’aggressione fisica che quella verbale, i ricercatori sono arrivati a definire il 90% delle scene come violenti nei confronti della donna. 

L’industria pornografica trasmette l’idea al consumatore medio che quelle donne stiano godendo in quel tipo di rapporto. Niente deve provare il contrario, altrimenti la fantasia violenta maschile si interrompe. Le attrici anche se in estremo dolore (come in alcuni casi di sadismo e masochismo) devono continuare a godere. La pornografia è diventata maestra nel vendere la sofferenza.

CHE COSA STIAMO TRASMETTENDO?

Che ripercussioni ha tutto questo su una giovane ragazza? Che cosa stiamo trasmettendo alle giovani donne? Il femminismo ha spesso protetto la pornografia, ha protetto il sadomaso… ma siamo sicuri che questa è la strada giusta per “potenziare” le future donne. 

Il femminismo per portare la donna ad avere la stessa libertà sessuale dell’uomo (se così vogliamo chiamare questo squallore), ha accettato la brutalità della pornografia. 

Per abbattere una società uomo-dominante (assolutamente non tollerabile), abbiamo accettato l’ideale di donna moderna “pornificata”: rifatta, sensuale, sempre sessualmente disponibile, tollerante alla violenza, masochista e super truccata.

Ripeto… possiamo chiamare questa libertà sessuale? 

Tante ragazze, con cui io e mia moglie abbiamo parlato, vivevano in relazioni violente. In momenti di forte stress e solitudine hanno anche accettato condizioni, che adesso, rifiutano categoricamente. 

Il porno ha trasmetto agli uomini un’idea distorta. Questa idea estrema-uomo-dominante è celebrata nella maggior parte dei video pornografici visualizzai milioni di volte da tantissimi utenti. 

L’unica liberazione è stata quella di cibare la bestia che è nell’uomo che non conosce Dio. 

Abbiamo bisogno di una rivoluzione di amore, dove l’uomo protegge e potenzia la donna.

Ecco il vero seme della rivoluzione:

Galati 3:28
Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. 

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Il Sexting sta distruggendo la fiducia nelle relazioni

Secondo un sondaggio condotto dal giornale “Sun” nel Regno Unito, che ha sondato 2.000 cittadini britannici, la metà di quelli di età inferiore ai 45 anni ha inviato selfie nudi tramite cellulare e almeno un quarto ha ammesso di essersi filmato facendo sesso.

Secondo il “Sun”, un quarto ha ancora una foto di un ex nudo sul telefono, mentre il 20% ha mostrato ad altri una foto nuda del suo partner.

Il 20 percento degli uomini britannici di età inferiore ai 45 anni afferma di essere stato vittima del “revenge porn” (quando le persone lasciano intenzionalmente trapelare foto nude del loro ex su Internet) e metà degli intervistati afferma di temere di diventare vittima del revenge porn.

Due terzi degli inglesi di età compresa tra 18 e 45 anni hanno fatto “sexting” con qualcuno con cui non avevano una relazione. Il 40% ha messo di controllare il cellulare del proprio partner continuamente per paura di essere tradito e per un controllo generale sui contenuti.

Il sexting sta distruggendo la fiducia nelle relazioni. Il vero amore non pretende ma dona.

A presto,
Antonio Morra

Fonte: The Post Millenial

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Lamar Odom (Ex-Star NBA): “Ho detto basta al porno”

Lamar Odom non sta di certo vivendo una vita monotona: dopo i successi sui parquet della NBA con le maglie di Clippers, Heat ma soprattutto Lakers, è passato alle cronache per la sua lotta contro la droga, che lo ha ridotto in fin di vita per più di una volta, rischiando di non svegliarsi più dal coma in cui era caduto nel 2015.

Quest’estate, Odom ha voluto tentare la carta della BIG3, ma il commissioner della lega di 3vs3 più celebre al mondo, ICE Cube, ha deciso di interrompere dopo solamente 3 gare l’avventura del giocatore, a causa della sua scarsa condizione atletica.

Odom, però, non sembra aver intenzione di rinunciare ad un ritorno sui campi come giocatore professionista, ed è alla ricerca di un contratto in qualsiasi campionato per la prossima stagione: in un’intervista a TMZ, ha dichiarato di aver fatto già dei sacrifici, cambiando alcune sue abitudini per cercare di tornare in una forma accettabile per giocare ad alti livelli:

Sto andando molto in palestra per tornare in forma. Ho intenzione di cambiare la mia vita un’altra volta, sto cercando di essere migliore di come sono stato in passato. La mia fidanzata (Sabrina Parr ndr.) è una guru del fitness e mi sta aiutando con gli allenamenti e la dieta. Ho eliminato le caramelle dalla mia alimentazione. E ho smesso anche di guardare video porno“.

Riguardo alla pornografia Lamar durante un podcast su Fight The New Drug ha dichiarato che la pornografia stava distruggendo anche la sua sessualità e i suoi rapporti. La pornografia lo spingeva a chiedere e vedere cose che manipolavano la sua fantasia e a volte anche la realtà.

La pornografia stava distruggendo la sua creatività, la sua attività fisica e i rapporti umani. Lamar definisce la pornografia come un virus che crea dipendenza. La dipendenza, dice Odom, non è altro che una malattia della mente.

Nel libro Porno Tossina spieghiamo dettagliatamente il processo di dipendenza che inizia nel nostro cervello a causa della pornografia. Un processo che può essere rimpiazzato.

A presto
Antonio Morra

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Porno: “Il più grande errore della mia vita” -Mia Khalifa

L’ex attrice ha spiegato come il mondo del porno abbia complicato la sua vita, e di quanto si senta frustrata dal suo passato. 

Mia Khalifa è uno dei più grandi ‘misteri’ dell’industria pornografica degli ultimi anni. È stata nel settore soltanto per tre mesi, alla fine del 2014, e ha girato soltanto 12 scene, ma nonostante questo ancora oggi rimane una delle performer più cercate sui principali aggregatori. Da cinque anni ha completamente abbandonato il porno, e da allora si è sempre mostrata restia a rilasciare dichiarazioni sul suo passato. Almeno fino allo scorso 4 agosto, quando sul canale YouTube della sua life coach, Megan Abbott, è stata caricata una lunga intervista in cui Khalifa sviscera ogni aspetto di quella decisione.

Il più grande errore della mia vita“: è così che Khalifa descrive quel periodo.

In altre interviste Mia ha rivelato anche che c’è stata anche una pressione da parte dei produttori a continuare il lavoro di porno-star anche quando non voleva più.

Dopo aver ripercorso l’infanzia e l’adolescenza—le discriminazioni subite dopo l’11 settembre per le origini libanesi, la voglia di ribellarsi a una famiglia che non si adattava allo stile di vita americano, i problemi nell’accettare il proprio fisico—Khalifa racconta del modo inconsapevole e rapido con cui è entrata in contatto con l’industria del porno. Nel 2014 si era trasferita a Miami, e un talent scout l’aveva notata per strada, lasciandole l’indirizzo di un’agenzia che gestiva pornostar. “I suoi apprezzamenti mi avevano colpita, e decisi di vedere cosa mi proponevano. Mi ripetevano tutti quanto fossi carina, e in quel momento sentivo un gran bisogno di attenzione maschile. Mi sono detta ‘sarà il mio piccolo segreto indecente’.”

Dopo un paio di mesi, Mia girò la scena che l’ha resa iconica nel mondo del porno: un video in cui fa sesso indossando un hijab.

“Già prima di quella scena ero preoccupata del modo in cui stava cambiando la mia vita , perché alcuni amici avevano scoperto che facevo porno, ma dopo quel video le cose sono degenerate. Tutti i media nazionali e internazionali ne parlavano, sono stata ricoperta di critiche, alcuni paesi musulmani mi hanno messo nella lista delle persone non gradite, e l’ISIS ha pubblicato un mio fotomontaggio con la testa mozzata.”

L’ex attrice parla di quel periodo con grande rammarico: nonostante avesse abbandonato il porno subito dopo quella scena, l’attenzione attorno a lei cresceva continuamente. Racconta di quanto sia stato difficile trovare un nuovo impiego—”per alcuni mesi ho lavorato in uno studio di consulenza assicurativa, e tutti gli uomini dell’ufficio mi conoscevano. È stato umiliante”— e di quanto fosse difficile avere una vita sociale normale. Non poteva uscire di casa senza essere riconosciuta, e il modo in cui gli uomini la guardavano e si prendevano confidenze, anche fisiche, la faceva sentire mortificata. “Per anni mi sono rinchiusa in casa. Pensavo: ‘questa persona sconosciuta mi ha visto nuda, e adesso si aspetta di avere un contatto con me solo perché ho fatto la pornostar’. Col tempo la mia più grande paura è diventata quella di non riuscire ad essere altro se non l’ex pornostar.”

L’intervista prosegue spiegando come Mia stia cercando di venire fuori da questa situazione, con la terapia e il lavoro (da anni si occupa di commento sportivo).

Lavorare anche per breve tempo nell’industria pornografica è un evento da cui una persona fa fatica a distaccare la propria immagine—quanti altri lavori conoscete che ti marchiano così tanto?—anche quando questa fa di tutto per sottrarvisi. 

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