Lamar Odom (Ex-Star NBA): “Ho detto basta al porno”

Lamar Odom non sta di certo vivendo una vita monotona: dopo i successi sui parquet della NBA con le maglie di Clippers, Heat ma soprattutto Lakers, è passato alle cronache per la sua lotta contro la droga, che lo ha ridotto in fin di vita per più di una volta, rischiando di non svegliarsi più dal coma in cui era caduto nel 2015.

Quest’estate, Odom ha voluto tentare la carta della BIG3, ma il commissioner della lega di 3vs3 più celebre al mondo, ICE Cube, ha deciso di interrompere dopo solamente 3 gare l’avventura del giocatore, a causa della sua scarsa condizione atletica.

Odom, però, non sembra aver intenzione di rinunciare ad un ritorno sui campi come giocatore professionista, ed è alla ricerca di un contratto in qualsiasi campionato per la prossima stagione: in un’intervista a TMZ, ha dichiarato di aver fatto già dei sacrifici, cambiando alcune sue abitudini per cercare di tornare in una forma accettabile per giocare ad alti livelli:

Sto andando molto in palestra per tornare in forma. Ho intenzione di cambiare la mia vita un’altra volta, sto cercando di essere migliore di come sono stato in passato. La mia fidanzata (Sabrina Parr ndr.) è una guru del fitness e mi sta aiutando con gli allenamenti e la dieta. Ho eliminato le caramelle dalla mia alimentazione. E ho smesso anche di guardare video porno“.

Riguardo alla pornografia Lamar durante un podcast su Fight The New Drug ha dichiarato che la pornografia stava distruggendo anche la sua sessualità e i suoi rapporti. La pornografia lo spingeva a chiedere e vedere cose che manipolavano la sua fantasia e a volte anche la realtà.

La pornografia stava distruggendo la sua creatività, la sua attività fisica e i rapporti umani. Lamar definisce la pornografia come un virus che crea dipendenza. La dipendenza, dice Odom, non è altro che una malattia della mente.

Nel libro Porno Tossina spieghiamo dettagliatamente il processo di dipendenza che inizia nel nostro cervello a causa della pornografia. Un processo che può essere rimpiazzato.

A presto
Antonio Morra

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Porno: “Il più grande errore della mia vita” -Mia Khalifa

L’ex attrice ha spiegato come il mondo del porno abbia complicato la sua vita, e di quanto si senta frustrata dal suo passato. 

Mia Khalifa è uno dei più grandi ‘misteri’ dell’industria pornografica degli ultimi anni. È stata nel settore soltanto per tre mesi, alla fine del 2014, e ha girato soltanto 12 scene, ma nonostante questo ancora oggi rimane una delle performer più cercate sui principali aggregatori. Da cinque anni ha completamente abbandonato il porno, e da allora si è sempre mostrata restia a rilasciare dichiarazioni sul suo passato. Almeno fino allo scorso 4 agosto, quando sul canale YouTube della sua life coach, Megan Abbott, è stata caricata una lunga intervista in cui Khalifa sviscera ogni aspetto di quella decisione.

Il più grande errore della mia vita“: è così che Khalifa descrive quel periodo.

In altre interviste Mia ha rivelato anche che c’è stata anche una pressione da parte dei produttori a continuare il lavoro di porno-star anche quando non voleva più.

Dopo aver ripercorso l’infanzia e l’adolescenza—le discriminazioni subite dopo l’11 settembre per le origini libanesi, la voglia di ribellarsi a una famiglia che non si adattava allo stile di vita americano, i problemi nell’accettare il proprio fisico—Khalifa racconta del modo inconsapevole e rapido con cui è entrata in contatto con l’industria del porno. Nel 2014 si era trasferita a Miami, e un talent scout l’aveva notata per strada, lasciandole l’indirizzo di un’agenzia che gestiva pornostar. “I suoi apprezzamenti mi avevano colpita, e decisi di vedere cosa mi proponevano. Mi ripetevano tutti quanto fossi carina, e in quel momento sentivo un gran bisogno di attenzione maschile. Mi sono detta ‘sarà il mio piccolo segreto indecente’.”

Dopo un paio di mesi, Mia girò la scena che l’ha resa iconica nel mondo del porno: un video in cui fa sesso indossando un hijab.

“Già prima di quella scena ero preoccupata del modo in cui stava cambiando la mia vita , perché alcuni amici avevano scoperto che facevo porno, ma dopo quel video le cose sono degenerate. Tutti i media nazionali e internazionali ne parlavano, sono stata ricoperta di critiche, alcuni paesi musulmani mi hanno messo nella lista delle persone non gradite, e l’ISIS ha pubblicato un mio fotomontaggio con la testa mozzata.”

L’ex attrice parla di quel periodo con grande rammarico: nonostante avesse abbandonato il porno subito dopo quella scena, l’attenzione attorno a lei cresceva continuamente. Racconta di quanto sia stato difficile trovare un nuovo impiego—”per alcuni mesi ho lavorato in uno studio di consulenza assicurativa, e tutti gli uomini dell’ufficio mi conoscevano. È stato umiliante”— e di quanto fosse difficile avere una vita sociale normale. Non poteva uscire di casa senza essere riconosciuta, e il modo in cui gli uomini la guardavano e si prendevano confidenze, anche fisiche, la faceva sentire mortificata. “Per anni mi sono rinchiusa in casa. Pensavo: ‘questa persona sconosciuta mi ha visto nuda, e adesso si aspetta di avere un contatto con me solo perché ho fatto la pornostar’. Col tempo la mia più grande paura è diventata quella di non riuscire ad essere altro se non l’ex pornostar.”

L’intervista prosegue spiegando come Mia stia cercando di venire fuori da questa situazione, con la terapia e il lavoro (da anni si occupa di commento sportivo).

Lavorare anche per breve tempo nell’industria pornografica è un evento da cui una persona fa fatica a distaccare la propria immagine—quanti altri lavori conoscete che ti marchiano così tanto?—anche quando questa fa di tutto per sottrarvisi. 

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Risultato Sondaggio: La tua chiesa parla del problema della pornografia?

In un recente sondaggio che abbiamo fatto su Facebook e Instagram, abbiamo scoperto che la maggior parte delle chiese non affronta il problema della pornografia. 

Abbiamo ricevuto 150 risposte, con i seguenti risultati:

55% No… mai
23% Sì… ma pochissime volte
13% Sì… solo quando siete venuti voi di Porno Tossina
9% Sì… in modo costante

Solo il 9% delle chiese ha un programma costante per affrontare la problematica della pornografia. La maggior parte delle chiese preferisce non parlarne.

Questo nostro silenzio ha portato tanti ragazzi/e a lottare soli. Nella solitudine, isolamento e segretezza, la pornografia ha la sua forza. 

Come pastori, leader e responsabili, abbiamo una grande responsabilità di affrontare le problematiche dei nostri giorni. Non possiamo tirarci indietro. Se non adesso, quando?

Porno Tossina nasce per fornire un servizio alla chiesa (e non solo). Vogliamo rompere i tabù e portare alla luce quello che è stato “nascosto” per troppi anni.

Insieme per la libertà in Gesù!
Antonio Morra

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La Storia di Brittni… da Porno Star a Gesù Cristo

La vita di Brittni, ex porno star, è stata completamente trasformata dopo aver letto la Bibbia per la prima volta.

In questo video, Brittni racconta di come l’amore di Dio ha “sconvolto” la sua vita. Video realizzato durante la conferenza TRUE LOVE a Giugliano (NA) nel 2018.

“Come può Gesù amare una porno star, come può amare una come me che si vende per denaro? Come può Gesù amarmi?”

“Ho realizzato che sì, davvero Gesù mi ama e mi aveva amato, mi ama anche come ‘stella del porno’ ma non amava gli atti sessuali che stavo facendo”.

Buona Visione…

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Infedeltà coniugali, attenzione ai Mi Piace in rete. L’esperto: “il 50% dei tradimenti si consuma su Internet”

“Con le nuove tecnologie stanno aumentando a dismisura le infedeltà coniugali virtuali, che molto spesso diventano reali, attraverso i social o i network o i numerosi siti di incontri”.

Gli italiani sono sempre più infedeli. Com’è riscontrato dalle cause di separazione e divorzio, la metà degli incontri extraconiugali o comunque delle infedeltà di coppia, si consuma in rete che è ormai diventato il luogo di infedeltà per eccellenza.

In questi anni si registra un aumento consistente di cause per infedeltà coniugale virtuale (che spesso diventa reale) che sono diventate il 30% del totale annuale in cui gli avvocati producono le copie delle chat incriminate, con tanto di foto a luci rosse, messaggini amorosi, e una serie infinita di emoticon con cuoricini di vario tipo e forma che spesso accompagnano o sostituiscono i messaggi veri e propri. Lo dichiara Gian Ettore Gassani, Presidente di AMI (Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani).

“Ormai uomini e donne, mariti e mogli tradiscono con grande facilità e usando le stesse tecniche. Anche un solo flirt virtuale o un corteggiamento in chat, anche senza arrivare a vie di fatto, può costare caro sia per l’addebito della separazione che per eventuali azioni di risarcimento dei danni per infedeltà coniugale – prosegue Gassani – I giudici sono chiamati, di volta in volta, a verificare il contenuto dei messaggi in chat per comprendere bene dove finisca la giovialità ed invece inizi un corteggiamento vero e proprio tale da configurarsi come una infedeltà virtuale o il tentativo di un approccio vero e proprio e quindi di un appuntamento”.

Come ho riportato nel mio libro PORNO TOSSINA, tanti preferisco rifugiarsi nelle fantasia di una relazione virtuale invece che lottare per una vera relazione.

Fonte: Il Gazzettino.it

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Porno online: Agghiaccianti statistiche 2018. Aumentano le donne…

Il 2018 sta volgendo al termine e, come consueto, PornHub (uno dei maggiori portali di produzione e distribuzione di pornografia online) ha rilasciato le agghiaccianti statistiche.

L’ossessione per il porno “hard-core” nel mondo continua a crescere a dismisura e crediamo necessaria un’analisi di quello che sta accadendo nella nostra società.

Iniziamo dicendo che PornHub ha ricevuto 33,500,000,000 visite nel 2018. 13,7 milioni in più rispetto al 2017. Il porno online non è mai in crisi.  Una media di 92 milioni di visite al giorno… la popolazione del Canada, Polonia e Australia. 30 miliardi di ricerche, 962 ricerche al secondo.

Quasi 5 miliardi di video caricarti, 1 milioni di ore di video disponibili.

Pazzesco… vero? PornHub ci da una prospettiva anche più spaventosa.

Ogni minuto:

– 207405 video visti;
– 57750 ricerche;
– 63992 visitatori;
– 12 video caricati con almeno 2 ore di contenuti;
– 22 commenti;
– 122 messaggi inviati;

Ogni minuto 10500 ore di materiale pornografico visualizzato nel mondo. C’è ancora qualcuno che pensa che la pornografia non è stata “normalizzata” nella nostra società?

Gli Stati Uniti continuano ad essere il Paese con il più alto traffico giornaliero verso Pornhub, seguito da Regno Unito, India, Giappone, Canada, Francia e Germania.

L’Italia raggiunge l’ottava posizione superando l’Australia (nel 2017 eravamo alla nona posizione). La durata media di una visita è di 10 minuti e 13 secondi, in aumento rispetto al 2017. L’età media è di 35 e mezzo. Gli utenti tra i 18 e i 34 anni generano il 61% del traffico.

Gli utenti vanno anche a caccia di contenuti che non riguardano solo donne e uomini in carne e ossa ma personaggi di fumetti e serie TV: Harley Quinn, Elastigirl, Gli Incredibili, Star Wars, i Griffin. I fenomeni del 2018, però, riguardano i videogiochi. Il primo è Bowsette, personaggio femminile di Nintendo, è stata cercata quasi 35 milioni di volte. Il secondo è Fortnite.

Ogni volta che questi video-giochi rilasciano dei nuovi personaggi, gli utenti li cercano su un sito porno. Videogiochi spesso per bambini e adolescenti. Ricordiamo infatti (dati di Convenant Eyes) che 8 minori su 10 cercano pornografia abitualmente prima dei 18 anni. Un dato che PornHub non potrà mai darci dato che la pornografia è tecnicamente illegale per i minori in molte nazioni del mondo, Italia compresa.

La giornata dove si è guardato meno porno in Italia è il ferragosto (-22%), mentre a San Valentino c’è stato un aumento del 7%. 

Il cellulare è il dispositivo principale dove si cerca pornografia (68% in Italia). Una costante disponibilità che porta ad una grande epidemia. Immaginate un tossicodipendente con una dose di eroina disponibile sempre in tasca. 

Come ho preannunciato nelle tante conferenze in giro per il mondo, le statistiche che riguardano le donne stanno aumentando. Dal 23% al 29% in Italia. Un nuovo studio statunitense esamina l’uso della pornografia tra i giovani. 91-99% i ragazzi e 60% le ragazze. 

TERMINI RACCAPRICCIANTI

I termini ricercati sono raccapriccianti. L’industria pornografica non ha limiti quando si tratta di “disumanizzare” e “sfruttare”. La categoria “Hentai” nello specifico, capitalizza su fantasie animate illecite che coinvolgono bambini, adolescenti, animali ecc. Categorie come MILF, Mamma, Matrigna ecc. normalizzano l’incesto. La categoria “teen” (adolescente) normalizza la pedo-pornografia e la pedofilia. 

Tutto quello che è considerato “inaccettabile” nella nostra società, diviene normale nella pornografia online. La domanda che dobbiamo spesso porci: “la linea che divide le fantasie dall’azione è veramente così spessa come ci raccontano? Io credo di no. 

Il porno glorifica l’abuso, il degrado e la violenza. Il porno non ha riguardi alla dignità umana. Il porno rende le persone degli oggetti per un piacere personale egoista. 

CONSIDERAZIONI FINALI

Nel 2018 il porno online è divenuto ancora più accessibile, normale e “mainstream”. Purtroppo non ci sarà un limite a tutto questo se non agiamo con una “contro-rivoluzione” che parte da me, da te, dai tuoi amici e dalla tua famiglia.

Lottiamo… condividendo le informazioni sugli effetti nocivi del porno sulla nostra mente, relazioni e società. Non restiamo passivamente in silenzio davanti a tutto questo. Se non adesso, quando?

A presto
Antonio Morra

STATISTICHE 2017

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La Croce – Il messaggio di Billy Graham all’Italia

Film  – La Croce – Il messaggio di Billy Graham all’Italia (film completo)

Ragazza 18enne stupra due bimbi di 2 e 3 anni in asilo nido: sul suo pc centinaia di foto pedopornografiche

LONDRA – Dentro il suo computer c’era tutto l’inferno di perversioni sessuali che le aveva da tempo annebbiato la mente fino a farla precipitare nell’abisso e a farla diventare la più giovane donna pedofila mai condannata nel Regno Unito. Gli stessi agenti di polizia che hanno esaminato il suo pc non riuscivano a credere ai loro occhi quando hanno trovato le prove materiali che confermavano i loro sospetti: Sophie Elms, una insospettabile 18enne che lavorava in un asilo di Swindon nel Wiltshire, in Gran Bretagna, aveva non solo scattato e distribuito foto pedopornografiche in cui erano ritratti bambini piccolissimi, ma aveva abusato sessualmente di almeno due bimbi di due e tre anni er oltre un anno, dal dicembre 2016 al marzo 2018. Come se non bastasse, la sua collezione comprendeva un vasto campionario di foto a carattere zoofilo.

Ovviamente l’identità dei bimbi coinvolti in questa vicenda non è stata svelata, ma comunque non si tratta di bambini dell’asilo in cui lavorava la ragazza. Licenziata e arrestata, Sophie non ha potuto fare altro che confessare e dichiararsi colpevole: i giudici della Swindon Crown Court che l’hanno condannata comunicheranno l’entità della pena il 4 gennaio durante l’udienza conclusiva.

Cosa abbia portato una ragazza così giovane (Sophie aveva 16 anni quando cominciò ad abusare dei piccoli) a fare dei gesti così pazzeschi? 

La pornografia satura il nostro cervello fino a desiderare cose estreme. Non sono pochi i casi dove, iniziando da cose più “innocue”, si arriva a guardare le categorie più oscure. 

La pornografia è ricca di violenza, abusi, incesti… allena il nostro cervello a “disumanizzare” gli altri, rendendo il corpo solo un oggetto da usare e/o abusare. 

Preghiamo per Sophie, per i bimbi e le loro famiglie. Che Dio possa restaurare una situazione così disastrosa. 

Antonio Morra

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Church Planting Conference 2018 – PEF

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Conferenza TRUE LOVE, Centro Uria, relatori Mike Genung, Antonio Morra,Brittni De La Mora

Se non eri presenti alla conferenza TRUE LOVE puoi ascoltare la storia di Brittni De La Mora “da pornostar a Cristo”
Finalmente disponibili i video delle III sessioni principali durante la Conferenza TRUE LOVE
21-22 Settembre Centro Uria

Relatori:
Mike Genung (I Sessione)
Antonio Morra (II Sessione)
Brittni De La Mora (III Sessione)