Kanye West: Ero dipendente dalla Pornografia

Kanye West è un famoso artista statunitense. La sua vita è stata caratterizzata da tanti eccessi tra cui una vita sessuale disordinata.

Negli ultimi mesi Kanye ha raccontato ai media di tutto il mondo il suo grande cambiamento riscontrato anche nel suo ultimo album “Jesus is King”. Kanye ha incontrato Gesù Cristo… la sua vita adesso è completamente trasformata.

In una recente intervista per Radio Beats 1 di Apple Musica, Kanye confessa Zane Lowe che la pornografia ha avuto un ruolo molto influente nella sua vita.

Il primo contatto con la pornografia per Kanye West fu all’età di 5 anni, quando trovò una rivista di Playboy, dimenticata dal padre da qualche parte. Divenne poi un vero e proprio schiavo del sesso.

“Playboy è stata la porta d’ingresso verso una totale dipendenza dalla pornografia. Mio padre l’ aveva dimenticata da qualche parte e io a soli 5 anni, incuriosito, la sfogliai; da quel momento mi influenzò in quasi tutte le scelte della vita. Oggi sento di essere arrivato al momento di abbandonare questa vecchia abitudine. Essa si presenta dicendoti “è ok, è una cosa normale”. Ma ora mi ribello e dico che non è ok!”.

LA MORTE DELLA MADRE

Kanye rivela che le cose hanno toccato il fondo dopo la morte di sua madre Donda nel 2007.

“Ho subito un intervento chirurgico e dopo ricordo di aver preso un antidolorifico. Quando il dolore scomparve continuai ad assumere farmaci e pillole. La sensazione che provavo era molto simile all’orgasmo. Il sesso è una droga potente, quanto l’oppio o l’eroina. Se ti è capitato di vedermi ai premi MTV, l’anno dopo la scomparsa di mia madre, sembravo un eroinomane con l’ago attaccato al braccio. Non volevo più vivere”.

Poi aggiunge: “Ringrazio solo Dio per avermi salvato fisicamente, mentalmente e spiritualmente”.

IL CAMBIAMENTO

Kanye adesso sta vivendo una vita completamente diversa.

“Se mi chiedi se sia possibile liberarsi dalla propria dipendenza, io ti rispondo: sì lo è. Davvero. Con Dio sono riuscito ad abbattere delle fortezze, che avevano il pieno controllo su di me”.

Tante persone nel mondo combattono la dipendenza dalla pornografia. Questa abitudine inizia molto presto. In Italia la prima visualizzazione di materiale pornografico è già a 8-9 anni. Dobbiamo assolutamente proteggere i nostri ragazzi da questa tossina. Il libro “PORNOLESCENZA” nasce con questo intento: istruire genitori ed educatori per proteggere i minori dai pericoli di Internet.

A presto,
Antonio Morra

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Il Porno Insegna Alla Donne A Tollerare Gli Abusi

Per anni abbiamo vissuto in una società maschio-dominante dove alla donna era richiesto il silenzio nella sofferenza domestica. Una donna che subiva in silenzio anche le più atroci violenze.

Con l’avvento del porno-mainstream, assistiamo adesso a qualcosa di ancora peggio: alla donna è chiesto di godere ed eccitarsi nella sofferenza… sì… avete letto bene.

Se fate una ricerca su Google della parola “choke me” (strangolami) troverete immagini di cuoricini con tale scritta all’interno. Se aggiungete la parola “daddy” (paparino) troverete frasi tipo “ho strangolato quella p****na e lei sorrideva”. Lo stesso schifo se cercate su Google “bite me” (picchiami), “hit me” (colpiscimi) e risultati simili. 

La nostra società è ormai “pornificata” da anni ma i contenuti pornografici disponibili cambiano rapidamente. Gail Dines, nel suo libro Portland (lo consiglio a chi legge inglese), ci spiega come siamo passati dal soft-porn (porno leggero) a quello hard-core (pesante). 

Quello che comunemente troviamo adesso sono: donne picchiate, violentate, sputate addosso, prese a calci, strangolate ecc. Una violenza senza precedenti. 

GONZO PORNO

Il genere dominante oggi è il “gonzo porno” che è definito come la pornografia del dolore e della punizione. Le donne nel gonzo porno subiscono il rapporto, subiscono il dominio maschile. 

Prima di internet, la pornografia accessibile era quella soft-core. oggi invece assistiamo a brutalità, violenza e umiliazione della donna. Nella nostra cultura “pornificata” come deve essere la donna ideale?

La dott.ssa Dines descrive una nuova figura di donna ideale disegnata dal porno: una donna estremamente sensuale sempre disposta e in silenzio. 

Una ricerca del 2010 ha analizzato i 50 video più visualizzati all’interno dei portali pornografici. Tutti contenevano elementi di abuso (fisico e verbale) nei confronti della donna. Atti di aggressione fisica (strangolare, schiaffeggiare ecc.) nell’88% dei video. Considerando sia l’aggressione fisica che quella verbale, i ricercatori sono arrivati a definire il 90% delle scene come violenti nei confronti della donna. 

L’industria pornografica trasmette l’idea al consumatore medio che quelle donne stiano godendo in quel tipo di rapporto. Niente deve provare il contrario, altrimenti la fantasia violenta maschile si interrompe. Le attrici anche se in estremo dolore (come in alcuni casi di sadismo e masochismo) devono continuare a godere. La pornografia è diventata maestra nel vendere la sofferenza.

CHE COSA STIAMO TRASMETTENDO?

Che ripercussioni ha tutto questo su una giovane ragazza? Che cosa stiamo trasmettendo alle giovani donne? Il femminismo ha spesso protetto la pornografia, ha protetto il sadomaso… ma siamo sicuri che questa è la strada giusta per “potenziare” le future donne. 

Il femminismo per portare la donna ad avere la stessa libertà sessuale dell’uomo (se così vogliamo chiamare questo squallore), ha accettato la brutalità della pornografia. 

Per abbattere una società uomo-dominante (assolutamente non tollerabile), abbiamo accettato l’ideale di donna moderna “pornificata”: rifatta, sensuale, sempre sessualmente disponibile, tollerante alla violenza, masochista e super truccata.

Ripeto… possiamo chiamare questa libertà sessuale? 

Tante ragazze, con cui io e mia moglie abbiamo parlato, vivevano in relazioni violente. In momenti di forte stress e solitudine hanno anche accettato condizioni, che adesso, rifiutano categoricamente. 

Il porno ha trasmetto agli uomini un’idea distorta. Questa idea estrema-uomo-dominante è celebrata nella maggior parte dei video pornografici visualizzai milioni di volte da tantissimi utenti. 

L’unica liberazione è stata quella di cibare la bestia che è nell’uomo che non conosce Dio. 

Abbiamo bisogno di una rivoluzione di amore, dove l’uomo protegge e potenzia la donna.

Ecco il vero seme della rivoluzione:

Galati 3:28
Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. 

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Il Sexting sta distruggendo la fiducia nelle relazioni

Secondo un sondaggio condotto dal giornale “Sun” nel Regno Unito, che ha sondato 2.000 cittadini britannici, la metà di quelli di età inferiore ai 45 anni ha inviato selfie nudi tramite cellulare e almeno un quarto ha ammesso di essersi filmato facendo sesso.

Secondo il “Sun”, un quarto ha ancora una foto di un ex nudo sul telefono, mentre il 20% ha mostrato ad altri una foto nuda del suo partner.

Il 20 percento degli uomini britannici di età inferiore ai 45 anni afferma di essere stato vittima del “revenge porn” (quando le persone lasciano intenzionalmente trapelare foto nude del loro ex su Internet) e metà degli intervistati afferma di temere di diventare vittima del revenge porn.

Due terzi degli inglesi di età compresa tra 18 e 45 anni hanno fatto “sexting” con qualcuno con cui non avevano una relazione. Il 40% ha messo di controllare il cellulare del proprio partner continuamente per paura di essere tradito e per un controllo generale sui contenuti.

Il sexting sta distruggendo la fiducia nelle relazioni. Il vero amore non pretende ma dona.

A presto,
Antonio Morra

Fonte: The Post Millenial

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Lamar Odom (Ex-Star NBA): “Ho detto basta al porno”

Lamar Odom non sta di certo vivendo una vita monotona: dopo i successi sui parquet della NBA con le maglie di Clippers, Heat ma soprattutto Lakers, è passato alle cronache per la sua lotta contro la droga, che lo ha ridotto in fin di vita per più di una volta, rischiando di non svegliarsi più dal coma in cui era caduto nel 2015.

Quest’estate, Odom ha voluto tentare la carta della BIG3, ma il commissioner della lega di 3vs3 più celebre al mondo, ICE Cube, ha deciso di interrompere dopo solamente 3 gare l’avventura del giocatore, a causa della sua scarsa condizione atletica.

Odom, però, non sembra aver intenzione di rinunciare ad un ritorno sui campi come giocatore professionista, ed è alla ricerca di un contratto in qualsiasi campionato per la prossima stagione: in un’intervista a TMZ, ha dichiarato di aver fatto già dei sacrifici, cambiando alcune sue abitudini per cercare di tornare in una forma accettabile per giocare ad alti livelli:

Sto andando molto in palestra per tornare in forma. Ho intenzione di cambiare la mia vita un’altra volta, sto cercando di essere migliore di come sono stato in passato. La mia fidanzata (Sabrina Parr ndr.) è una guru del fitness e mi sta aiutando con gli allenamenti e la dieta. Ho eliminato le caramelle dalla mia alimentazione. E ho smesso anche di guardare video porno“.

Riguardo alla pornografia Lamar durante un podcast su Fight The New Drug ha dichiarato che la pornografia stava distruggendo anche la sua sessualità e i suoi rapporti. La pornografia lo spingeva a chiedere e vedere cose che manipolavano la sua fantasia e a volte anche la realtà.

La pornografia stava distruggendo la sua creatività, la sua attività fisica e i rapporti umani. Lamar definisce la pornografia come un virus che crea dipendenza. La dipendenza, dice Odom, non è altro che una malattia della mente.

Nel libro Porno Tossina spieghiamo dettagliatamente il processo di dipendenza che inizia nel nostro cervello a causa della pornografia. Un processo che può essere rimpiazzato.

A presto
Antonio Morra

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Porno: “Il più grande errore della mia vita” -Mia Khalifa

L’ex attrice ha spiegato come il mondo del porno abbia complicato la sua vita, e di quanto si senta frustrata dal suo passato. 

Mia Khalifa è uno dei più grandi ‘misteri’ dell’industria pornografica degli ultimi anni. È stata nel settore soltanto per tre mesi, alla fine del 2014, e ha girato soltanto 12 scene, ma nonostante questo ancora oggi rimane una delle performer più cercate sui principali aggregatori. Da cinque anni ha completamente abbandonato il porno, e da allora si è sempre mostrata restia a rilasciare dichiarazioni sul suo passato. Almeno fino allo scorso 4 agosto, quando sul canale YouTube della sua life coach, Megan Abbott, è stata caricata una lunga intervista in cui Khalifa sviscera ogni aspetto di quella decisione.

Il più grande errore della mia vita“: è così che Khalifa descrive quel periodo.

In altre interviste Mia ha rivelato anche che c’è stata anche una pressione da parte dei produttori a continuare il lavoro di porno-star anche quando non voleva più.

Dopo aver ripercorso l’infanzia e l’adolescenza—le discriminazioni subite dopo l’11 settembre per le origini libanesi, la voglia di ribellarsi a una famiglia che non si adattava allo stile di vita americano, i problemi nell’accettare il proprio fisico—Khalifa racconta del modo inconsapevole e rapido con cui è entrata in contatto con l’industria del porno. Nel 2014 si era trasferita a Miami, e un talent scout l’aveva notata per strada, lasciandole l’indirizzo di un’agenzia che gestiva pornostar. “I suoi apprezzamenti mi avevano colpita, e decisi di vedere cosa mi proponevano. Mi ripetevano tutti quanto fossi carina, e in quel momento sentivo un gran bisogno di attenzione maschile. Mi sono detta ‘sarà il mio piccolo segreto indecente’.”

Dopo un paio di mesi, Mia girò la scena che l’ha resa iconica nel mondo del porno: un video in cui fa sesso indossando un hijab.

“Già prima di quella scena ero preoccupata del modo in cui stava cambiando la mia vita , perché alcuni amici avevano scoperto che facevo porno, ma dopo quel video le cose sono degenerate. Tutti i media nazionali e internazionali ne parlavano, sono stata ricoperta di critiche, alcuni paesi musulmani mi hanno messo nella lista delle persone non gradite, e l’ISIS ha pubblicato un mio fotomontaggio con la testa mozzata.”

L’ex attrice parla di quel periodo con grande rammarico: nonostante avesse abbandonato il porno subito dopo quella scena, l’attenzione attorno a lei cresceva continuamente. Racconta di quanto sia stato difficile trovare un nuovo impiego—”per alcuni mesi ho lavorato in uno studio di consulenza assicurativa, e tutti gli uomini dell’ufficio mi conoscevano. È stato umiliante”— e di quanto fosse difficile avere una vita sociale normale. Non poteva uscire di casa senza essere riconosciuta, e il modo in cui gli uomini la guardavano e si prendevano confidenze, anche fisiche, la faceva sentire mortificata. “Per anni mi sono rinchiusa in casa. Pensavo: ‘questa persona sconosciuta mi ha visto nuda, e adesso si aspetta di avere un contatto con me solo perché ho fatto la pornostar’. Col tempo la mia più grande paura è diventata quella di non riuscire ad essere altro se non l’ex pornostar.”

L’intervista prosegue spiegando come Mia stia cercando di venire fuori da questa situazione, con la terapia e il lavoro (da anni si occupa di commento sportivo).

Lavorare anche per breve tempo nell’industria pornografica è un evento da cui una persona fa fatica a distaccare la propria immagine—quanti altri lavori conoscete che ti marchiano così tanto?—anche quando questa fa di tutto per sottrarvisi. 

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Risultato Sondaggio: La tua chiesa parla del problema della pornografia?

In un recente sondaggio che abbiamo fatto su Facebook e Instagram, abbiamo scoperto che la maggior parte delle chiese non affronta il problema della pornografia. 

Abbiamo ricevuto 150 risposte, con i seguenti risultati:

55% No… mai
23% Sì… ma pochissime volte
13% Sì… solo quando siete venuti voi di Porno Tossina
9% Sì… in modo costante

Solo il 9% delle chiese ha un programma costante per affrontare la problematica della pornografia. La maggior parte delle chiese preferisce non parlarne.

Questo nostro silenzio ha portato tanti ragazzi/e a lottare soli. Nella solitudine, isolamento e segretezza, la pornografia ha la sua forza. 

Come pastori, leader e responsabili, abbiamo una grande responsabilità di affrontare le problematiche dei nostri giorni. Non possiamo tirarci indietro. Se non adesso, quando?

Porno Tossina nasce per fornire un servizio alla chiesa (e non solo). Vogliamo rompere i tabù e portare alla luce quello che è stato “nascosto” per troppi anni.

Insieme per la libertà in Gesù!
Antonio Morra

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La Storia di Brittni… da Porno Star a Gesù Cristo

La vita di Brittni, ex porno star, è stata completamente trasformata dopo aver letto la Bibbia per la prima volta.

In questo video, Brittni racconta di come l’amore di Dio ha “sconvolto” la sua vita. Video realizzato durante la conferenza TRUE LOVE a Giugliano (NA) nel 2018.

“Come può Gesù amare una porno star, come può amare una come me che si vende per denaro? Come può Gesù amarmi?”

“Ho realizzato che sì, davvero Gesù mi ama e mi aveva amato, mi ama anche come ‘stella del porno’ ma non amava gli atti sessuali che stavo facendo”.

Buona Visione…

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Infedeltà coniugali, attenzione ai Mi Piace in rete. L’esperto: “il 50% dei tradimenti si consuma su Internet”

“Con le nuove tecnologie stanno aumentando a dismisura le infedeltà coniugali virtuali, che molto spesso diventano reali, attraverso i social o i network o i numerosi siti di incontri”.

Gli italiani sono sempre più infedeli. Com’è riscontrato dalle cause di separazione e divorzio, la metà degli incontri extraconiugali o comunque delle infedeltà di coppia, si consuma in rete che è ormai diventato il luogo di infedeltà per eccellenza.

In questi anni si registra un aumento consistente di cause per infedeltà coniugale virtuale (che spesso diventa reale) che sono diventate il 30% del totale annuale in cui gli avvocati producono le copie delle chat incriminate, con tanto di foto a luci rosse, messaggini amorosi, e una serie infinita di emoticon con cuoricini di vario tipo e forma che spesso accompagnano o sostituiscono i messaggi veri e propri. Lo dichiara Gian Ettore Gassani, Presidente di AMI (Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani).

“Ormai uomini e donne, mariti e mogli tradiscono con grande facilità e usando le stesse tecniche. Anche un solo flirt virtuale o un corteggiamento in chat, anche senza arrivare a vie di fatto, può costare caro sia per l’addebito della separazione che per eventuali azioni di risarcimento dei danni per infedeltà coniugale – prosegue Gassani – I giudici sono chiamati, di volta in volta, a verificare il contenuto dei messaggi in chat per comprendere bene dove finisca la giovialità ed invece inizi un corteggiamento vero e proprio tale da configurarsi come una infedeltà virtuale o il tentativo di un approccio vero e proprio e quindi di un appuntamento”.

Come ho riportato nel mio libro PORNO TOSSINA, tanti preferisco rifugiarsi nelle fantasia di una relazione virtuale invece che lottare per una vera relazione.

Fonte: Il Gazzettino.it

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Porno online: Agghiaccianti statistiche 2018. Aumentano le donne…

Il 2018 sta volgendo al termine e, come consueto, PornHub (uno dei maggiori portali di produzione e distribuzione di pornografia online) ha rilasciato le agghiaccianti statistiche.

L’ossessione per il porno “hard-core” nel mondo continua a crescere a dismisura e crediamo necessaria un’analisi di quello che sta accadendo nella nostra società.

Iniziamo dicendo che PornHub ha ricevuto 33,500,000,000 visite nel 2018. 13,7 milioni in più rispetto al 2017. Il porno online non è mai in crisi.  Una media di 92 milioni di visite al giorno… la popolazione del Canada, Polonia e Australia. 30 miliardi di ricerche, 962 ricerche al secondo.

Quasi 5 miliardi di video caricarti, 1 milioni di ore di video disponibili.

Pazzesco… vero? PornHub ci da una prospettiva anche più spaventosa.

Ogni minuto:

– 207405 video visti;
– 57750 ricerche;
– 63992 visitatori;
– 12 video caricati con almeno 2 ore di contenuti;
– 22 commenti;
– 122 messaggi inviati;

Ogni minuto 10500 ore di materiale pornografico visualizzato nel mondo. C’è ancora qualcuno che pensa che la pornografia non è stata “normalizzata” nella nostra società?

Gli Stati Uniti continuano ad essere il Paese con il più alto traffico giornaliero verso Pornhub, seguito da Regno Unito, India, Giappone, Canada, Francia e Germania.

L’Italia raggiunge l’ottava posizione superando l’Australia (nel 2017 eravamo alla nona posizione). La durata media di una visita è di 10 minuti e 13 secondi, in aumento rispetto al 2017. L’età media è di 35 e mezzo. Gli utenti tra i 18 e i 34 anni generano il 61% del traffico.

Gli utenti vanno anche a caccia di contenuti che non riguardano solo donne e uomini in carne e ossa ma personaggi di fumetti e serie TV: Harley Quinn, Elastigirl, Gli Incredibili, Star Wars, i Griffin. I fenomeni del 2018, però, riguardano i videogiochi. Il primo è Bowsette, personaggio femminile di Nintendo, è stata cercata quasi 35 milioni di volte. Il secondo è Fortnite.

Ogni volta che questi video-giochi rilasciano dei nuovi personaggi, gli utenti li cercano su un sito porno. Videogiochi spesso per bambini e adolescenti. Ricordiamo infatti (dati di Convenant Eyes) che 8 minori su 10 cercano pornografia abitualmente prima dei 18 anni. Un dato che PornHub non potrà mai darci dato che la pornografia è tecnicamente illegale per i minori in molte nazioni del mondo, Italia compresa.

La giornata dove si è guardato meno porno in Italia è il ferragosto (-22%), mentre a San Valentino c’è stato un aumento del 7%. 

Il cellulare è il dispositivo principale dove si cerca pornografia (68% in Italia). Una costante disponibilità che porta ad una grande epidemia. Immaginate un tossicodipendente con una dose di eroina disponibile sempre in tasca. 

Come ho preannunciato nelle tante conferenze in giro per il mondo, le statistiche che riguardano le donne stanno aumentando. Dal 23% al 29% in Italia. Un nuovo studio statunitense esamina l’uso della pornografia tra i giovani. 91-99% i ragazzi e 60% le ragazze. 

TERMINI RACCAPRICCIANTI

I termini ricercati sono raccapriccianti. L’industria pornografica non ha limiti quando si tratta di “disumanizzare” e “sfruttare”. La categoria “Hentai” nello specifico, capitalizza su fantasie animate illecite che coinvolgono bambini, adolescenti, animali ecc. Categorie come MILF, Mamma, Matrigna ecc. normalizzano l’incesto. La categoria “teen” (adolescente) normalizza la pedo-pornografia e la pedofilia. 

Tutto quello che è considerato “inaccettabile” nella nostra società, diviene normale nella pornografia online. La domanda che dobbiamo spesso porci: “la linea che divide le fantasie dall’azione è veramente così spessa come ci raccontano? Io credo di no. 

Il porno glorifica l’abuso, il degrado e la violenza. Il porno non ha riguardi alla dignità umana. Il porno rende le persone degli oggetti per un piacere personale egoista. 

CONSIDERAZIONI FINALI

Nel 2018 il porno online è divenuto ancora più accessibile, normale e “mainstream”. Purtroppo non ci sarà un limite a tutto questo se non agiamo con una “contro-rivoluzione” che parte da me, da te, dai tuoi amici e dalla tua famiglia.

Lottiamo… condividendo le informazioni sugli effetti nocivi del porno sulla nostra mente, relazioni e società. Non restiamo passivamente in silenzio davanti a tutto questo. Se non adesso, quando?

A presto
Antonio Morra

STATISTICHE 2017

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La Croce – Il messaggio di Billy Graham all’Italia

Film  – La Croce – Il messaggio di Billy Graham all’Italia (film completo)